Rassegna Stampa

Conte chiama all’unità nazionale "Tifosi venite vestiti d’azzurro"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-06-2016 - Ore 07:03

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Conte chiama all’unità nazionale

IL CORRIERE DELLA SERA - SANTUCCI - Si capisce, gli è rimasta in mente la macchia. Compatta, estesa: intensamente gialla. Antonio Conte fa confronti: "C’erano 9 mila tifosi italiani e non si vedevano". Gli svedesi erano molti di più, d’accordo. Ma soprattutto: non uno è arrivato alla partita senza indossare la maglia della Nazionale, o una maglietta gialla qualsiasi, o quanto meno (pochissimi) una sciarpa o un cappellone giallo. Mezzo stadio, a Tolosa, era una campitura unica e movimentata di colore. Coreografia dominante svedese, contro sparpagliata presenza italiana. Troppo facile paragonare il differente senso della nazione tra i due popoli. Di fatto, però, l’allenatore a quello pensa: «Mi piacerebbe che alle partite anche i nostri tifosi indossassero una maglietta azzurra, basta una normale t-shirt. Per far vedere che siamo uniti. Che siamo una cosa sola». Uno «stringiamoci a coorte» che rappresenta un po’ la seconda puntata dopo le polemiche sull’inno di qualche anno fa.

L’appello all’unità nazional/calcistica non arriva però in un momento qualsiasi. L’Italia s’è appena qualificata agli ottavi: primo obiettivo (raggiunto) di un percorso accompagnato da serpeggiante sfiducia. Conte modera i toni ma il messaggio è chiaro: «Pochissimi pensavano che avremmo potuto qualificarci già dopo le prime due partite. Anzi, molti mettevano addirittura in dubbio il passaggio del turno». A volerla tradurre, la frase racconta un’infastidita rivalsa verso gli azzurro-scettici dei mesi scorsi. «Spero che adesso ci sia più rispetto per questi uomini». Il tutto rientra in una strategia prima tecnica, e poi retorica, per solidificare il gruppo: «I ragazzi hanno lavorato tanto e meritano fiducia, questa vittoria fa crescere l’autostima. Il risultato porta passione e questa passione vogliamo trasmetterla all’Italia. Alla maglia ci teniamo tantissimo e sentiamo la responsabilità di rappresentare il nostro Paese in un momento non facile».

Il concetto (adesso crederete un po’ di più in noi?) viene ripreso con posizione abbastanza unitaria da diversi giocatori: Buffon, Chiellini, Barzagli ("Forse non siamo così scarsi come qualcuno diceva"). La squadra che «conosce i propri pregi e i propri difetti, dunque tiene i piedi per terra», conclude Conte, nella terza partita con l’Irlanda cambierà: «Ma sarà comunque un turn over per vincere». Uno dei candidati al riposo potrebbe essere Gigi Buffon.

Fonte: Il Corriere della Sera - Santucci

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