Rassegna Stampa

Conte e l’anno del giudizio “In nazionale solo chi gioca”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-09-2015 - Ore 07:32

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Conte e l’anno del giudizio “In nazionale solo chi gioca”
LA REPUBBLICA - CURRO'- Conte non ha mai giocato a fare il simpatico, anzi. Ma adesso la ricerca del consenso gli è indispensabile per una sfida difficilissima: arginare la profonda crisi del calcio italiano. Così stamattina vincerà l’allergia ai social network, presentando il proprio sito internet e il profilo facebook. Lo farà per evitare equivoci: sono già 400 mila gli utenti collegati sul web con quella decina di Antonio Conte ct falsi che postano spesso dichiarazioni fasulle, attribuendole al ct vero. Ma l’obiettivo è il censimento dei tifosi personali: secondo una ricerca, dopo il cambio di ruolo sono aumentati. «Tutti dovrebbero fare il tifo per me», si è augurato, allontanando l’ipotesi che dopodomani il Franchi sia freddo con la sua Nazionale, in nome di vecchie ruggini del periodo juventino.
Il ct non nasconde la complessità del momento. Per l’Italia – che aspetta Malta dopodomani a Firenze e la Bulgaria domenica a Palermo («se le battiamo, siamo con un piede e mezzo a Euro 2016»)- è iniziato col raduno di ieri l’anno del giudizio. «Faremo fruttare le risorse che abbiamo, senza fermarci a pensare se siano poche. Non possiamo disperdere energie». O a giugno in Francia gli azzurri torneranno tra i primi 4 d’Europa (come nel 2012 quando con Prandelli persero in finale contro la Spagna) oppure si riallineeranno agli ultimi due Mondiali, segnati dalle batoste al primo turno con Slovacchia e Costa Rica. Spaventa, in prospettiva, il girone di qualificazione al Mondiale russo del 2018, con la Spagna, la rampante Albania e i velenosi Israele e Macedonia. E anche se il contratto di Conte, per ora, non va oltre l’Europeo, il ruolo gli impone riflessioni a largo raggio.
Il predecessore Prandelli a “Radio Anch’io” non ha usato mezze misure: «Fatico a vedere un futuro per la Nazionale. Se a 20 anni i nostri ragazzi sono competitivi, ma non sono protagonisti in campionato, significa che i club hanno troppo potere e che della Nazionale non importa niente a nessuno. L’ho vissuto sulla mia pelle». Conte accetta la solidarietà. «Cesare, in 4 anni di grandissimo lavoro, si è scontrato con problemi che conosce meglio di me». Prima del viaggio in Brasile, Prandelli lesse il dossier che prevedeva la mancata partecipazione dell’Italia al Mondiale 2022. Oggi la cassandra è la classifica Fifa, che nel 2013 escluse la Nazionale dalle teste di serie del Mondiale brasiliano e che l’ha estromessa da quelle delle qualificazioni 2018. È fondata su criteri in parte discutibili, ma anche su dati oggettivi: gli azzurri, sedicesimi al mondo, sono dodicesimi nel loro continente, a 9 mesi dall’Europeo. La riforma Figc sulle rose a 25 non sta aiutando la Nazionale: nella seconda giornata Fiorentina e Udinese non avevano titolari italiani, l’Inter 1, Roma e Genoa 2. Tra i 27 convocati (l’infortunato Giovinco è tornato a casa) 7 sono finiti in panchina e 8 giocano all’estero. Il più in forma è il naturalizzato Eder. La difesa della Juve, cardine azzurro, vacilla. La Roma ha riconvertito Florenzi in terzino. I pilastri restano i campioni del 2006: Buffon, Pirlo, De Rossi. Conte prova a sdrammatizzare. «I dati sono indiscutibili, ma gli effetti delle riforme non si vedono subito. A Florenzi fare il terzino piace. Stavolta ho privilegiato il gruppo dell’ultima convocazione. Ma se uno sta fuori o gioca 2’, non potrà pensare di venire qui. Se Zaza non gioca nella Juve? È un problema ». Intanto non è il centravanti delle prove di 4-3-3 («abbiamo tanti esterni d’attacco e io, come un sarto, cucio l’abito su misura dei giocatori») col tridente Candreva-Pellè-Eder. La prossima volta, stando alle formazioni dell’ultima giornata, salverebbe la convocazione El Shaarawy. Oltre a Zaza, la perderebbero Sirigu, Barzagli, Pasqual, Ranocchia, Gabbiadini e Immobile. «Dal campionato mi aspetto qualche scoperta. E qualche riscoperta». Balotelli, tanto per non far nomi.

Fonte: LA REPUBBLICA - CURRO'

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