Rassegna Stampa

Conte e la carica delle 104 richieste di rinvio a giudizio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-07-2015 - Ore 08:35

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Conte e la carica delle 104 richieste di rinvio a giudizio

IL FATTO QUOTIDIANO – PISAPIA - È il Ct della Nazionale italiana Antonio Conte a guidare la carica dei 104, persone per cui la Procura della Repubblica di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio per calcioscommesse. E spiccano anche i nomi dell’attuale tecnico dell’Udinese Stefano Colantuono (per Crotone-Atalanta del 2011), del capitano della Lazio Stefano Mauri e degli ex giocatori Cristiano DonieBeppe Si gnor i. Sono oltre duecento le partite in odore di co m b i n e , otto quelle già prescritte, tra cui Napoli- Chievo del 2009. Richieste di rinvio a giudizio per associazione a delinquere anche per i tennisti Daniele Bracciali e Potito Starace, al termine dell'inchiesta nata da una costola del calcioscommesse, dove il trait d’union è Manlio Bruni, ex commercialista di Giuseppe Signori. Antonio Conte – che ha fatto trapelare essere “amaregg iato” ma “determinato ad andare avanti”, e che ai tempi della Juve per la stessa indagine in ambito sportivo fu squalificato in primo grado per 10 mesi, (poi ridotti a 4 dal Tnas) – incassa la richiesta di rinvio a giudizio del pm Roberto Di Martino “solo” per frode sportiva e “solo” per la partita AlbinoLeffe-Siena del 29 maggio 2011, quando il tecnico era sulla panchina toscana. Cade quindi l’accusa di associazione a delinquere (che resta per Doni, Signori e altri) come accadde nel processo sportivo, così come è stata chiesta l’archiviazione per Novara-Siena del 30 aprile 2011, l’altro match per cui il pentito Filippo Carobbio aveva chiamato in causa il ct

SU ALBINOLEFFE-SIENA Carobbio disse che dopo il match di andata: “L’allenatore in seconda Stellini chiese a me e a Terzi di contattare qualcuno degli avversari per prendere accordi sulla partita del ritorno, in modo da lasciare i punti a chi ne avesse bisogno”. Poi spiegò come l’accordo vero e proprio fu consumato a ridosso del match: “Nel tardo pomeriggio, o in serata, del giorno prima della gara (…) ci fu un ulteriore incontro (…) In quell’occasione ci accordammo per dare i punti all’AlbinoLeffe (…) In settimana si parlò molto tra società, calciatori e allenatore sull’accordo raggiunto (…) Alla fine fummo tutti d’accordo, squadra e allenatore, nel lasciare la vittoria all ’AlbinoLeffe”. Conte con tutta probabilità chiederà il rito abbreviato, per essere giudicato prima dell’Europeo 2016 dove, come già confermato nei giorni scorsi da Tavecchio, siederà comunque sulla panchina azzurra. Nei memoriali difensivi depositati dai suoi legali si legge che per quella partita “secondo quanto riferito da Coppola (ex portiere del Siena, anche lui tirato in ballo da Carobbio ndr), Conte spronò la squadra e decise di far giocare i più motivati”, e che sempre Carobbio disse che “in relazione a questa partita nessuno prese soldi, né vi fu mai un accordo in tal senso”. La tesi di un semplice biscotto per finire tutto a tarallucci e vino, quindi?

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO – PISAPIA

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