Rassegna Stampa

Conte-Garcia al veleno. Due tecnici così diversi per una sfida mai banale

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-04-2014 - Ore 07:32

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Conte-Garcia al veleno. Due tecnici così diversi per una sfida mai banale

Battendo il Milan senza alcun calo di concentrazione, nonostante la certezza del secondo posto, la Roma ha dimostrato di non voler lasciare nulla d’intentato. È il suo encomiabile tentativo di onorare fino all’ultimo la splendida stagione e l’entusiasmo dei propri tifosi. Grazie alle vittorie consecutive e al calendario che la fa giocare prima, sta provando a mettere un pò di pressione a chi le sta davanti, regalando ancora interesse al campionato. Quando Roma e Juventus lottano fra di loro per qualcosa, il duello non è e non sarà mai banale.

Se poi al comando delle due squadre ci sono tecnici come Garcia e Conte, uno abile comunicatore, l’altro permaloso e con la sindrome dell’accerchiamento, la sfida fa inevitabilmente scintille. La provocazione maliziosa del francese sull’impegno delle avversarie proprio non è andata giù all’allenatore dei campioni d’Italia.

Sia La Roma sia la Juventus, in alcuni turni, hanno incontrato squadre non particolarmente motivate, lo sanno e lo hanno visto tutti, anche Garcia, solo che Conte si è risentito. Eppure, come ha fatto Chiellini, dovrebbe rendere merito alla Roma. Il terzo scudetto consecutivo bianconero avrà ancora più valore proprio per aver avuto, nell’assenza totale delle altre squadre, una degnissima avversaria come quella giallorossa. Semmai, delle battutine di Garcia, si sarebbero dovute piccare le squadre che hanno affrontato la Juventus. Di Francesco, per conto suo e del Sassuolo, lo ha fatto.

In un calcio italiano, questo si provinciale rispetto all’Europa che conta, è bello poter ammirare e raccontare storie come quelle di Immobile e Toni. Entrambi sono legati da un sogno: portare a suon di reti Torino e Verona in Europa e loro stessi al Mondiale. L’Italia intera si prodiga con elogi per sostenere le due candidature nei confronti di Prandelli. Immobile e Toni godono di genuino consenso e istintiva simpatia, tutto ciò che ha perso Balotelli, isolato nel suo mondo e sempre più contro tutti ma, di più, contro se stesso.

Fonte: Il Messaggero

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