Rassegna Stampa

Conte ha rivoltato l’Italia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-10-2014 - Ore 08:28

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Conte ha rivoltato l’Italia

L’obiettivo è stato raggiunto. L’Italia è già diventata una sua creatura: gioca con feroce concentrazione e i giocatori sono diventati suoi pretoriani nel giro di pochi allenamenti insieme. La prima partita con l’Olanda in amichevole (vinta 2-0) poi il bis nel punteggio e nella prestazione contro la Norvegia che ha messo in discesa il girone di qualificazione a Euro 2016. E adesso due sfide contro Azerbagian e Malta per mettere nel cassetto altri sei punti e guardare al futuro con serenità. Conte, il Mourinho che viene dal sud, ha rivoltato l’Italia in un mese e mezzo, è diventato ct il 19 agosto e ha cominciato la sua rivoluzione. Dal discusso codice etico prandelliano a quello tutto sudore e lavoro del tecnico pugliese molto criticato per quel super stipendio da 3,6 milioni all’anno garantito dalla Puma, sponsor azzurro.

Con qualche punto di contatto col passato perchè il «no» ai social network è sempre lo stesso così come accadeva nella precedente gestione. Tantopiù dopo una domenica di follia come quella di Torino e quel Juventus-Roma che ha messo sottosopra il calcio italiano acuendo le divisioni tra bianconeri e giallorossi che poche ore dopo si sono ritrovati sotto lo stesso tetto nel ritiro fiorentino. Il tweet di Bonucci ha mandato su tutte le furie Conte, il team manager Oriali ha dovuto riscrivere una regola molto cara all’allenatore azzurro: «Quando i giocatori varcano il cancello di Coverciano devono dimenticare il campionato». Il difensore della Juve ha sbagliato, è stato ripreso, ieri erano terrorizzati Immobile e Zaza: «Ora staremo ancora più attenti ai social network». La lezione è servita anche se Conte non ha preso bene l’errore di Bonucci, uno che conosceva perfettamente i suoi metodi di lavoro quasi maniacali per attenzione a quei particolari fuori dal campo che poi producono i risultati.

Caso chiuso, l’allenatore è soddisfatto del gruppo che sta nascendo. Ha richiamato Pirlo (forse titolare domani sera), aspetta De Rossi, osserva le follie di Balotelli in Inghilterra nella speranza di poterlo recuperare alla causa azzurra. Tante idee e molto precise che stanno piacendo ai tifosi italiani ancora devastati dalla deludente spedizione brasiliana chiusa con le dimissioni di Prandelli. Vedere quel furore mostrato contro la Norvegia ha fatto innamorare gli scettici e tutti quelli che avevano criticato l’operazione Conte sulla panchina azzurra per ragioni economiche (stipendio troppo alto) e morali (il coinvolgimento nell’ultimo calcioscommesse). Il suo codice di lavoro ha colto nel segno così come quel 3-5-2 esasperato che è il marchio di fabbrica della nuova Italia. È presto per dare giudizi definitivi, ma l’allenatore è partito col piede giusto per far tornare ad amare la nazionale.

Fonte: il tempo (L. Salomone)

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