Rassegna Stampa

Conte-Italia prove di rinnovo «Ora il lavoro mi gratifica»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-11-2015 - Ore 07:54

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Conte-Italia prove di rinnovo «Ora il lavoro mi gratifica»

GAZZETTA DELLO SPORT - GRAZIANO - L’apertura c’è, ed è di quelle importanti. Antonio Conte invita di fatto la Federazione a sedersi attorno a un tavolo e a pianificare concretamente un nuovo biennio insieme. E la questione non è economica, ma soprattutto progettuale. Per carità, qualche segnale era già partito dal c.t. azzurro, mai come questa volta il Mou italiano è stato però tanto intenso nel manifestare amore «per un percorso che inizia a gratificarmi davvero». Un anno fa, dopo l’amichevole di Genova con l’Albania, ci fu la sfuriata contro un ambiente «che in generale non vuole bene alla Nazionale. Mi giro e sono solo...». Ieri, invece, un pensiero ai fatti di Parigi («Sono convinto che bisogna combattere contro questi atti inspiegabili, andando avanti senza farsi intimidire da niente e da nessuno, altrimenti la daremmo vinta al male») e poi ecco un Conte per certi versi sorprendente: «Sì, oggi rifarei questa scelta. Sono entrato in pieno nel nuovo ruolo, che è totalmente diverso da quello di tecnico di un club. C’è voluto un lungo periodo di ambientamento: ho studiato, mi sono calato nella nuova situazione, ho dovuto capire tante cose, anche politiche. Poi, ho tirato una linea, e ho iniziato a concentrarmi solo sul lavoro, a testa bassa. E sono contento di quanto abbiamo fatto. Non mi aspettavo di riuscire a sviluppare il mio progetto tecnico in così poco tempo. In partenza conoscevo solo i miei, gli juventini, poi ho trovato una disponibilità fantastica in tutti. Ripeto, sono felice di essere qui, con questi ragazzi, alla guida dell’Italia. Ci siamo qualificati bene, guiderò la Nazionale all’Europeo, cosa che ho sempre invidiato ai precedenti c.t., e ricevo continui attestati di stima. Sono gratificato, e le gratificazioni sono una base importante per il futuro». 
RINNOVO Sì, MA... Appunto, il futuro. Il contratto di Conte scade a fine Europeo. «Ci sarà tempo per parlare con la federazione, ma so anche che tanto dipenderà dal risultato. Ricordate Prandelli? Andò in Brasile col contratto in mano, poi si dimise». Difficile credere che un tecnico del suo calibro possa aspettare luglio, quando i giochi saranno fatti sulle panchine più importanti. Chelsea, Milan, Roma e Juve sono lì, in saletta d’attesa, «e infatti da qui a giugno dovremo fare delle valutazioni attente con la Figc, considerare i pro e i contro della situazione». Conte ha mal digerito certe esternazioni dei vertici Figc, del tipo «puntiamo alla semifinale». Non che «io non sia ambizioso, in campo vado sempre per vincere», ma alla base ci deve essere un progetto più ampio, che misuri la bontà del lavoro anche a prescindere dai risultati. Insomma, non è una novità: Conte vorrebbe essere al centro di un nuovo corso ispirato al modello tedesco, perché motivato, convinto di poter rialzare la Nazionale anche in un momento così complicato per il nostro calcio. La palla passa ora a Tavecchio, che dovrà essere convincente nel fare quadrato attorno al leccese. L’occasione è ghiotta, il numero uno Figc deve sfruttare il momento, calare ogni carta a disposizione: mai come oggi, Conte sembra tentato a rinviare il suo rientro in un club pur di continuare un discorso che giorno dopo giorno lo sta travolgendo nei sentimenti. 
INTANTO, LA ROMANIA Contratto e questioni politiche «non toccheranno comunque l’avvicinamento a Euro 2016 – conclude il c.t. azzurro –. Abbiamo trovato una strada tattica importante (il 4-4-2, ndr ) e la stiamo percorrendo in quanto adatta a esaltare le nostre caratteristiche. Voglio un calcio propositivo e non di attesa, vogliamo fare la partita e giocarcela sempre: è la strada migliore per ottenere risultati e dare emozioni a chi ci guarda. Questa squadra la sento mia». 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - GRAZIANO

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