Rassegna Stampa

Conte pensa positivo: "Noi puniti oltre i demeriti, ma c'è un gap da colmare"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-11-2015 - Ore 07:12

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Conte pensa positivo:

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ELEFANTE - Antonio Conte cercava risposte, sono state prima carezze e poi schiaffi, fino ai cazzotti delle notizie sugli attacchi terroristici in Francia: «Quando ci sono dei morti, tutto passa in secondo piano. Sono fatti molto gravi, ed è inutile far finta di niente, o filosofeggiare: un po’ di paura viene, sono situazioni che spaventano. C’è solo da augurarsi che questa violenza non abbia la meglio». 
EPISODI E SFORTUNA Carezze e schiaffi: questo voleva Conte da 90’ così tosti, e questo ha avuto. Da ieri sera, grazie al Belgio, il c.t. ha le idee (ancora) più chiare su tutto: uomini, attitudini, abiti tattici. E gli è rimasto un doppio rammarico. Quello che sa di stordimento per un 3-1 fin troppo severo: «Siamo stati puniti oltre il dovuto, e anche per sfortuna. Risultato bugiardo: tutti gli episodi sono stati a loro favore, e ci hanno condannato in maniera clamorosa. Il pareggio su calcio d’angolo, il 2-1 su un nostro errore, sull’1-1 avevamo pure colpito la traversa e da lì abbiamo commesso qualche disattenzione che ha cambiato la partita. Dispiace: l’atteggiamento era quello giusto, e per questo mi ritengo soddisfatto. Non sarebbe cambiato niente anche se avessimo vinto». 
LE REGOLE PER L’EUROPEO Il rammarico meno immediato è quello per il vuoto di presenza – la sua – che ieri sera si è aperto come sempre accade ai c.t. quando arriva l’inverno e subentra la frustrazione da incognita di chi invece vorrebbe «allenare i giocatori almeno una volta al mese: così basterebbe una spolverata per rimetterli a lucido». L’unica certezza è che il c.t. quel buco lo riempirà a modo suo: proiettandosi ferocemente sull’obiettivo-Europeo. Le regole sono già chiare: «I giocatori dovranno stare dentro la manifestazione, sentirne il profumo: mogli e le fidanzate si possono incontrare nei giorni liberi». Quanto all’epilogo, è strategico tenerlo in sospeso: «Il mio futuro dipenderà molto da come faremo: il nostro lavoro viene giudicato per i risultati», ha detto ai microfoni di RaiSport . E pazienza se la fiducia di Tavecchio sarebbe invece a prescindere, e dunque già prima di sbarcare in Francia il presidente gli chiederà certezze: difficilmente Conte le potrà e vorrà dare. O magari le darà, ma senza assecondare i desideri federali, perché in realtà in cuor suo ha già deciso. 
TESTA SOTTO LA SABBIA Aspettare per sapere, mentre non serve aspettare per capire che «questa squadra deve crescere a livello internazionale. Fino al 70’ le occasioni migliori le abbiamo avute noi, quindi è subentrata un po’ di stanchezza. Il Belgio si è salvato anche grazie al palo e alla bravura del suo portiere, ma poi contro squadre così non devi sbagliare nulla. Se avessimo voluto tenere la testa sotto la sabbia, però, non avremmo scelto di affrontare i migliori: è giusto che tutti capiamo il gap che c’è da colmare con certe squadre, ma anche che siamo sulla strada giusta». 

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Elefante

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