Rassegna Stampa

Conte: «Adesso mi sento più forte»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-10-2015 - Ore 08:16

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Conte: «Adesso mi sento più forte»

IL MESASGGERO - ABBATE - Ha scelto la panchina che di solito occupa Garcia, quella verso la Sud (stavolta vuota): lì si agita il guardalinee ed è sempre meglio averlo a portata di mano. Antonio Conte esce dall'Olimpico come un eroe, vince con la sua Nazionale e consolida il primato nel Girone H, il trampolino per l'Europeo in Francia. Si è goduto Roma e non lo ha nascosto, «mi sono trovato bene in questa città stupenda e con i tifosi, ma i romanisti devono stare sereni perché Garcia è un ottimo allenatore». Adesso si gode un po' di riposo e qualche rivincita, in attesa dei nuovi impegni e dello snodo del contratto sul quale ora appare più fatalista nel dire «mai dire mai: la storia insegna che Prandelli andò al mondiale col prolungamento e l'Italia uscì, Lippi vinse il titolo e tutti sapevano che avrebbe lasciato». Come a dire: se rinnovo o meno conta poco. Di sicuro, il ruolo di ct è pesante. «Ci sono state tante situazioni non semplici e non belle, a cominciare dall'infortunio-non infortunio di Marchisio. Ma le difficoltà mi hanno temprato: alla fine, probabilmente, avevo bisogno di passare un periodo così burrascoso. Ma oggi sono felice e ringrazierò sempre i miei giocatori. Faremo delle amichevoli importanti (Belgio, Romania a novembre, Spagna e Germania a marzo, ndr) per sapere veramente chi siamo. L'Europeo? Chi parla di obiettivo minimo fa chiacchiere da bar. Noi proveremo a vincere, sapendo che non saremo i favoriti, e poi cercheremo di regalare emozioni. La squadra ha un'identità e io su questo avevo dubbi. Che ora stanno andando via, ma non pensiamo di aver tirato fuori la testa dall'acqua».
OBIETTIVI DA TESTA NON DI SERIEFenomeni, urla Conte dopo il gol di Pellè, fenomeni dice ai suoi giocatori a fine partita. Anche il gol del bomber "inglese" suona come una rivincita e chi arriverà deve prendere esempio da chi c'è. «Chi vuole entrare in questo gruppo deve meritarlo. Non metterò mai davanti alla squadra un singolo. Insomma, la rosa per la Francia è aperta ma non troppo». La partita con la Norvegia? «Abbiamo fatto il nostro dovere. Sono contento, perché anche quando eravamo sotto di un gol non meritavamo di perdere: questa è la strada giusta, si può perdere e si può vincere, ma per me conta l'atteggiamento. Il cambio con il 4-2-4? Questa deve essere una grande forza, saper interpretare più situazioni tattiche». Oltre alla questione Pellè, c'è altro che non gli va giù. «Abbiamo chiuso con 24 punti, difficile capire perché non si è testa di serie». 

Fonte: IL MESASGGERO - ABBATE

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