Rassegna Stampa

Conte: «Il contratto? Prandelli firmò e poi si dimise. Mai dire mai»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-10-2015 - Ore 07:56

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Conte: «Il contratto? Prandelli firmò e poi si dimise. Mai dire mai»

GAZZETTA DELLO SPORT - GRAZIANO - «Fenomeni, fenomeni, fenomeni!». È l’urlo di Conte verso i suoi ragazzi subito dopo il gol di Pellé: azione magnifica, rimonta completata sulla Norvegia e Italia che chiude la corsa verso Francia 2016 vincendo alla grande il suo girone. «Vittoria strameritata - dice il c.t. -. Voglio proprio questa cattiveria, questa intensità, ogni volta. È l’atteggiamento giusto. Decisivo il passaggio al 4-2-4? Prima, con il 3-5-2, eravamo stati solo sfortunati. Ma è questa la nostra forza: saper interpretare più situazioni tattiche». Italia in Francia, ma non da testa di serie: «Abbiamo vinto il girone con 24 punti, in generale sono otto vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta, ma in amichevole, a fine stagione, con il Portogallo. Sì, diventa francamente difficile spiegare i criteri di queste teste di serie». 
CONTRATTO Intanto, di contratto si continua a parlare. Inevitabile, almeno fino a marzo, quando una decisione andrà presa, in un senso o nell’altro. «Sarà una nazionale ugualmente competitiva, a prescindere dal mio contratto - ha detto Conte a RaiSport e a Sky-. La storia insegna: Prandelli andò al Mondiale con il prolungamento e l’Italia fu eliminata; Lippi vinse invece il Mondiale quando tutti sapevano che avrebbe lasciato. Penso in particolare a Prandelli, che firmò un mese prima del torneo e poi si dimise». Parole non proprio rassicuranti per Tavecchio. «Bisogna fare un passo alla volta - continua il c.t. azzurro -. Mai dire mai? In tutte le cose, mai dire mai...». Quindi, ribadisce un concetto che sembra andare dritto alle situazioni di Balotelli, Berardi e Insigne: «Nuovi ingressi nel gruppo in vista dell’Europeo? Le porte sono aperte, ma non troppo. Non mi farò condizionare dai vari venti: che vengano da nord, centro o sud... E non mi farò ammorbidire dai grandi nomi o dalle pressioni mediatiche». Dura la rimonta di Balotelli in un gruppo che vuole prima di tutto essere compatto, solido, unito. E sul fronte Berardi-Insigne, Conte non ha apprezzato la «facilità» con la quale entrambi hanno abbandonato il ritiro. «All’Europeo - conclude Conte - nessun traguardo ci sarà precluso. Anche se non partiamo favoriti, saremo un problema per tutti. I miei ragazzi apprendono come spugne».

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - GRAZIANO

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