Rassegna Stampa

Conti da record: scudetti talenti e grandi allenatori

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-06-2015 - Ore 06:48

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Conti da record: scudetti talenti e grandi allenatori

IL MESSAGGERO – FERRETTI - Bruno Conti, quello che ce n’è uno e viene da Nettuno, è un uomo da record. Perché con il successo di venerdì a Montepulciano degli Allievi guidati da Federico Coppitelli è salito a 13 il numero dei trofei conquistati dalla Roma con Marazico al timone del settore giovanile. Bruno dirige il vivaio giallorosso dal 1994, anche se nelle ultime tre stagioni la Primavera è finita sotto il controllo diretto del ds Walter Sabatini e del suo collaboratore Fredric Massara: tra Primavera, Allievi e Giovanissimi dieci titoli nazionali e un mare di ragazzini che hanno fatto del calcio la loro professione. Ricapitoliamo? Scudetti della Primavera con Alberto De Rossi nel 2005 e 2011; degli Allievi nel 1999 (Mauro Bencivenga), 2007 (Andrea Stramaccioni) e 2015; dei Giovanissimi con Antonio Tempestilli (1996), con De Rossi (1999), con Stramaccioni (2007) e con il solito Coppitelli (2014). In più, due coppe Italia Primavera e altrettante Supercoppe. Ma tutti questi successi avrebbero un valore relativo, quasi inutile, se non fossero stati abbinati sistematicamente alla produzione, alla crescita di giocatori buoni per il calcio professionistico: ragazzi che hanno giocato o che giocano nella Roma oppure che hanno fatto fortuna lontano dalla Capitale. Tutta gente che, in un modo o nell’altro, ha portato più di qualcosa nella casse della società. Impossibile fare un elenco preciso dei Conti’s Boys, ma non si va lontano dalla realtà dicendo che ci sono stati o che ci sono prodotti del vivaio di Trigoria in quasi tutti i club italiani.

PRIMA STRAMA POI COPPITELLI La formula del suo successo? Semplice: un monitoraggio costante del territorio, innanzi tutto. Perché il serbatoio capitolino o provinciale non ha eguali. La Roma, del resto, storicamente non ha mai stabilito un budget importante per il settore giovanile, come fatto - ad esempio - dai grandi club del Nord. Così si è cercato ogni anno di scovare in anticipo il talento, attraverso una fittissima rete di osservatori (e scuole calcio affiliate, non solo in città) e collaboratori, portandolo a Trigoria quasi sempre in cambio del solo premio di preparazione. Certo, non sono mancati gli investimenti un po’ più importanti e gli errori, ma i numeri sono lì a dire che spesso, molto spesso, la scelta è stata azzeccata. Anche in tema di allenatori, perché Conti ne ha scoperti tanti (De Rossi, Stramaccioni e Coppitelli, oltre ad un certo Montella...) e tutti hanno contribuito a fare del settore giovanile il fiore all’occhiello della Roma. A proposito: dopo aver vinto il secondo scudetto di fila, Coppitelli è sul punto di mollare Conti e la Roma e proseguire la carriera a Frosinone, alla guida della Primavera.

Fonte: IL MESSAGGERO – FERRETTI

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