Rassegna Stampa

Coppa Italia, il gip: "Ciro Esposito è libero. De Santis vada in carcere". Obbligo di firma per gli altri due tifosi napoletani

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-05-2014 - Ore 21:50

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Coppa Italia, il gip:

Disposta la detenzione in carcere per "Gastone" per tentato omicidio. Al supporter partenopeo ricoverato ancora in gravi condizioni al Gemelli è stato revocato il piantonamento in ospedale. La Procura: "Nessun riscontro su una seconda arma". Alfano alla Camera. Sospeso il Comitato in prefettura. Minacce di morte su Facebook all'ultrà giallorosso e insulti ai romani

Ciro Esposito, il tifoso napoletano ricoverato al Gemelli e ferito sabato scorso da un colpo di pistola prima della finale di Coppa Italia, è libero. Per lui, il gip Giacomo Ebner non ha disposto nessuna misura cautelare. Per Daniele De Santis, l'ultrà giallorosso accusato di aver sparato contro i supporter napoletani, invece, il giudice per le indagini preliminari ha stabilito la detenzione in carcere e l'obbligo di firma per Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti, gli altri due supporter partenopei indagati nell'ambito dell'indagine sugli incidenti avvenuti in occasione della Coppa Italia. "Il gip ha rigettato qualunque misura cautelare avanzata dal pm per Ciro e ha accolto le richieste della difesa - dice l'avvocato Angelo Pisani, legale di Esposito - Vince la giustizia, e vincerà anche Ciro la partita per la vita. Tecnicamente è libero e teniamo a dedicare questa vittoria alla madre del ragazzo". Secondo gli avvocati il gip ha anche revocato il piantonamento del giovane in ospedale, senza alcuna limitazione per i familiari.

La procura della Repubblica aveva chiesto invece per i tre supporter partenopei, compreso Ciro Esposito, che è in gravi condizioni in ospedale, gli arresti domiciliari: richiesta respinta dal gip. 

Indagati anche il capo ultrà del Napoli Gennaro De Tommaso e il tifoso Massimiliano Mantice per violazione della legge sullo "scavalcamento e invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive". Genny 'a carogna anche per violazione delle norme su "striscioni o cartelli incitanti la violenza o recanti ingiurie o minacce" per la maglietta 'Speziale libero'. I due erano stati raggiunti ieri da Daspo, rispettivamente per cinque e per tre anni, per i comportamenti tenuti all'Olimpico prima della partita. 

E mentre Questura e Prefettura di Roma hanno ribadito che le indagini si muovono intorno a una sola pistola da cui sarebbero partiti i colpi, il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha riferito alla Camera sugli scontri del 3 maggio, prima di Napoli-Fiorentina.

"Ciro ha aperto gli occhi". Al policlinico romano "Gemelli" resta alta la preoccupazione ma anche la speranza per Ciro, il ragazzo napoletano ferito durante la sparatoria dell'Olimpico. Ha subito due interventi, il primo al torace, il secondo al colon. "Ha aperto gli occhi'', ha raccontato il padre Giovanni, che durante la visita ha chiesto al figlio se gli farebbe piacere incontrare Maradona: 'Llui ha fatto cenno di sì con la testa. Possiamo dire che sta meglio e spero che lo stia ogni giorno di più''. La madre di Esposito, Antonella Leardi, conferma che ''Ciro sta migliorando un passettino alla volta".

La notte era trascorsa tranquillamente, in condizioni gravi ma stazionarie. "La cosa più importante è che ho visto il ragazzo fare un piccolo cenno di sorriso, e muovere le mani. Ma per quanto riguarda le sue condizioni di salute ci rimettiamo alle valutazioni degli organi competenti di questo ospedale che lo stanno assistendo in maniera egregia", ha precisato l'avvocato Damiano de Rosa, tra i difensori di Esposito. Restano stabili le condizioni del tifoso napoletano, ricoverato nel centro di rianimazione del  Gemelli, diretto dal professor Massimo Antonelli. Secondo il bollettino medico, diramato nel pomeriggio dal policlinico, il giovane "mantiene una sostanziale stabilità delle condizioni generali, pur assistito nelle funzioni vitali con la ventilazione meccanica, la dialisi e l'assistenza cardiocircolatoria farmacologica. Permane la sedazione". 

Da parte dei tifosi di altre squadre è scattata la solidarietà. Dopo l'albergo - pagato da alcuni ultras della Lazio ai familiari - "prima è venuto un ragazzo con la maglia del Cosenza" (ha raccontato la mamma Antonella Leardi) "ha detto che è per Ciro sperando che possa indossarla, mentre ieri e l'altro ieri sono venuti due tifosi della Fiorentina con due sciarpe". Nel piazzale davanti al nosocomio romano si rincorrono anche le voci su una possibile visita di Gennaro di Tommaso, ormai noto come Genny 'a carogna. 

Il gip: "De Santis vada in carcere". Ciro è libero. Intanto, è stato convalidato dal gip di Roma al termine degli interrogatori di garanzia gli arresti di Daniele De Santis, il romanista di estrema destra accusato di aver esploso i colpi ad alcuni ultras del Napoli. "Non ho sparato, io non ho fatto niente. Non sono in condizioni di spiegare quanto avvenuto, sto male" ha ripetuto al giudice "Gastone" assistito dai suoi legali, Michele d'Urso e Tommaso Politi. Ma la sua versione non ha convinto e così De Santis resta accusato di tentato omicidio.

Dopo gli interrogatori di garanzia a Regina Coeli, il gip si è trasferito prima al Policlinico Umberto I per sentire il tifoso Gennaro Fioretti, che è ricoverato per una ferita alla mano, e poi al Gemelli per Ciro Esposito. Per quest'ultimo, hanno comunicato gli avvocati Damiano De Rosa e Sergio Pisani "è stato convalidato l'arresto. Il gip Giacomo Ebner si è riservato di stabilire le misure cautelari in seguito e aveva svincolato i divieti di colloquio per la fidanzata, il fratello e i parenti più prossimi, che potranno fare visita a Ciro. La prima preoccupazione del giudice è stata vedere il ragazzo. Si è reso conto di persona dell'alta criticità delle sue condizioni di salute. Dopodiché, abbiamo proceduto noi all'aspetto formale della convalida, quindi, non c'è stato alcun interrogatorio. Come legali ci siamo opposti alla custodia cautelare in qualsiasi forma possa essere considerata", hanno aggiunto gli avvocati Sergio Pisani e Damiano de Rosa. Mentre il padre di Ciro, Giovanni Esposito, urlava: "Voglio che questi signori mi dicano con che logica mettono le manette a un ragazzo che sta in coma. Che senso ha?".

In tarda serata, la madre di Ciro ha tirato un sospiro di sollievo: "E' stato scarcerato. Ora mi sento molto sollevata", ha detto. Per il trentenne partenopeo,infatti, non sussiste neanche l'obbligo di firma. Misura cautelare, invece, disposta per gli altri due tifosi partenopei Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti. 

''Non so chi ha sparato ma i colpi provenivano da dietro una siepe'' ha raccontato invece al gip Alfonso Esposito. "Appena mi sono incamminato nella stradina da dove arrivavano petardi e fumogeni - ha spiegato nel corso dell'interrogatorio di garanzia - sono stato colpito. Gli spari arrivavano da dietro una siepe ma non si vedeva nulla". Il suo avvocato Paolo Cerruti sostiene che "quanto avvenuto non ha nulla a che vedere con le tifoserie del calcio. E' una questione di razzismo contro i napoletani. Il mio assistito è incensurato e quindi mi auguro che il gip ne tenga assolutamente conto: era andato a Roma per vedere la squadra del suo cuore".

"Una sola arma". Dopo l'esame dello stub effettuato ieri su "Danielino" e risultato parzialmente negativo, il questore di Roma Massimo Maria Mazza a proposito del giallo che ancora avvolge dinamica e responsabili dell'aggressione ai tifosi napoletani, ha comunque ribadito che "è stata ritrovata una sola pistola e a quanto ci risulta è l'unica arma con cui sono stati esplosi i colpi. Tutto è contenuto nell'informativa che abbiamo reso alla Procura". Procura che smentisce infatti "che ci sia riscontro alcuno negli atti e allo stato delle indagini in corso circa l'esistenza di una seconda pistola che avrebbe fatto fuoco sabato contri i tifosi napoletani". "La notizia di una seconda pistola - precisa la Procura di Roma- è destituita di fondamento e rischia di interferire negativamente sulle indagini in corso e sulle delicate determinazioni che dovranno essere assunte in giornata".

Inoltre, la procura di Roma si sta occupando della presunta "trattativa" che sarebbe avvenuta sotto la Curva Nord dello stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli. E, per chiarire la circostanza, potrebbe convocare il capitano del Napoli Hamsik e il capo ultrà Gennaro De Tommaso. Lo spunto per l'apertura di un fascicolo sarà la relazione della procura federale della Figc che è stato inviato a piazzale Clodio.

La ricostruzione della Procura. Una ricostruzione di quanto accaduto sabato scorso è stata fatta oggi a Palazzo di giustizia durante un incontro tra i pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio e funzionari della Digos. Emerge che il tifoso romanista Daniele De Santis, insieme con altre persone per il momento non identificate, hanno attaccato i pullman dei tifosi napoletani provocando poi la reazione dei partenopei. Dagli investigatori ora ci sarà ogni sforzo per identificare queste persone anche attraverso interrogatori dei responsabili del Ciak Village, dove è stato soccorso De Santis, nonché filmati e ogni elemento utile. 

La pagina Facebook contro De Santis.  Su Facebook è spuntata la pagina Facebook contro Daniele De Santis nella quale sono postati insulti e minacce di morte rivolte all'ultrà giallorosso, accusato di aver sparato, e in generale ai romani. "Romano pezzo di m..." si legge in un post, "ricordiamo che hanno dato un Daspo di 5 anni a quella persona che da sola ha gestito l'ordine di una curva intera e che indossava una maglietta con una scritta che per l'art.21 della Costituzione non è reato. Per caso avete rosicato che uno qualunque è riuscito a fare quello che voi non sapete fare?". Sulla bacheca ci sono anche fotomontaggi utilizzati con le foto di Daniele De Santis. Nel delirio di insulti e minacce, l'utente Marco Il Laziale prova a far ragionare: "Scusate tutti ma nun so sicuro che le cose siano andate come si raccontano, si rincorrono mille voci, ma la cosa piu importante è che sto napoletano torna ad abbracciare presto la madre".

Entro un mese sgombero del circolo in via Tor di Quinto. "Lo sgombero dell'area in cui sorge il circolo 'Boreale' dovrà essere effettuato entro la prima decade di giugno", ha annunciato l'assessore allo Sport di Roma Capitale, Luca Pancalli, commentando la situazione degli impianti abusivi dove vive e lavora come custode Daniele De Santis. A poche centinaia di metri dal circolo sabato scorso avvennero gli scontri con i tifosi napoletani. "Siamo in attesa dell'avvio delle opere di demolizione e quindi dello sgombero da parte del Municipio - afferma Pancalli - Si stima che il rientro in possesso dei terreni da parte dei legittimi proprietari possa avvenire entro la prima decade di giugno, fatto salvo l'esito positivo di tutti gli accertamenti burocratici richiesti". 

Sicurezza. I lavori del comitato per l'ordine pubblico convocato in prefettura per oggi sono invece stati sospesi "in attesa di nuove informazioni'' ha detto il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, uscendo dalla riunione con i vertici delle forze dell'ordine della Capitale. Per la partita Roma-Juve in programma domenica è già scattata l'allerta e sull'ipotesi di anticiparla alle 18, il sindaco Marino ha detto: "Il cambio di orario non è una decisione che spetta al sindaco ma al Prefetto - ha detto Marino - E non sono certo che il cambio di orario possa essere garanzia di maggiore sicurezza". 

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, invece, si è presentato poco dopo le 13 alla Camera per riferire sui fatti avvenuti il 3 maggio fuori dall'Olimpico.

Al ministro si appella uno degli zii di Ciro, Vincenzo Esposito, che a nome dei familiari ha chiesto le dimissioni del questore di Roma "per le ricostruzioni false dell'accaduto che sono state diffuse dalle forze dell'ordine e per le defaillances nella gestione dell'ordine pubblico".

Fonte: roma.repubblica.it - di VIOLA GIANNOLI e LORENZO D'ALBERGO

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