Rassegna Stampa

Corsport, Una straordinaria dipendenza che dura da 20 anni

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-03-2013 - Ore 08:10

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Corsport, Una straordinaria dipendenza che dura da 20 anni

(Corriere dello Sport-L.Ferrajolo) Ci sta pure che Totti venga sostituito nell’ultima mezz’ora, ci sta meno che la difesa romanista si faccia uccellare da Muriel in quel modo. Il pari dell’Udinese è arrivato trenta secondi dopo l’uscita di Totti: una coincidenza, non una conseguenza. E’ invece incontestabile che la Roma da vent’anni dipenda in modo quasi patologico dal suo capitano. E non per i gol, non per quei 225 gol record che Totti le ha regalato e che pure sono tantissimo. Dipende da lui nella costruzione del gioco perché quando non c’è, la squadra perde armonia e ispirazione, diventa un’altra. Naturalmente in peggio. Si è visto benissimo anche a Udine in quella mezz’ora, anche se non è giusto infierire su Andreazzoli: se Osvaldo avesse timbrato alla fine il facile 2-1, ora non si parlerebbe di quella sostituzione “blasfema”.
Ma è singolare come in questi venti anni dell’“epoca Totti”, molti tecnici abbiano tentato con scarso successo di fare a meno, o comunque di ridimensionarne il ruolo e il peso, di questo campione. Il più ostinato fu Bianchi, il tecnico argentino che per fortuna ebbe vita breve a Trigoria. (…)
Totti ha dovuto sempre dare il fritto, raramente ha vissuto di eredità. Spalletti, pur avendolo trasformato genialmente in centravanti atipico, spesso si lamentava: a sentir lui, Francesco era indolente, dava meno di quanto potesse. Ranieri in un derby ha avuto il coraggio di togliere sia Totti che De Rossi, ribaltando così la partita, ma in quella successiva ha rimesso subito Totti in campo. Luis Enrique ci ha provato ingenuamente appena arrivato, in un preliminare di Europa League, e per poco non è stato lapidato.
Anche in Nazionale è successo. Agli Europei del 2000, Zoff gli fece saltare la partita con la Romania, ma poi ci ripensò precipitosamente. E al Mondiale tedesco persino Lippi lo escluse contro l’Australia, salvo riaffidarsi a lui nel finale disperato. Che naturalmente Totti risolse con quel rigore indimenticabile.
Succede anche a questa Roma, nonostante ci siano talenti come Pjanic e Lamela, suoi possibili eredi. Cambiano i tecnici, cambia la squadra, cambiano i tempi, sono arrivati persino gli americani, ma la Roma ancora oggi dipende in modo viscerale dal suo capitano. (…)

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