Rassegna Stampa

Crisi? Tocca a De Sanctis E la Roma pensa al rinnovo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-12-2015 - Ore 06:20

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Crisi? Tocca a De Sanctis E la Roma pensa al rinnovo

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI -  La cosa più malinconicamente buffa è che la filastrocca sembra quasi l’inizio di una barzelletta. «C’erano un polacco, un brasiliano, un greco, un tedesco e un francese che...». Che avrebbero tutti insieme dovuto formare una difesa affidabile. Dopo aver subito 33 gol in 19 partite, però, probabilmente a Trigoria si sono accorti che il bunker multinazionale non sta dando garanzie sufficienti per non aver bisogno di immettere quel pizzico d’italianità che serve. E così, un po’ a sorpresa, da domenica scorsa è tornato tra i pali Morgan De Sanctis, santificato da quasi tutti i giornali col ruolo di migliore in campo. Tutto lascia pensare, perciò, che anche domani a Torino toccherà a lui cercare che la crisi non si trasformi in bufera, tenendo conto che da ieri sera la squadra ha cominciato a Trigoria il ritiro anticipato. 
LUI E PALLOTTA Ma il ribaltamento delle gerarchie probabilmente non finisce qui. Al netto delle scelte di Garcia, sensibile anche al vento che soffia negli spogliatoi, anche la dirigenza sta valutando se sia il caso di non interrompere il legame con questo vecchio ragazzo di 38 anni a cui scade a giugno il contratto. L’accordo d’inizio stagione prevedeva di fare il punto della situazione proprio in questo mese, anche perché le possibilità di De Sanctis non sono poche. Senza contare che la Roma gli ha anche promesso di un possibile inquadramento nello staff dirigenziale al termine della carriera, c’è da dire che le proposte di calcio giocato al portiere non mancano. Ad esempio dagli Stati Uniti, dove due o tre piazze da «tutto esaurito» hanno contattato già il suo agente per sondare il terreno. L’impressione, perciò, è che De Sanctis si senta ancora calciatore, e non è escluso che il presidente Pallotta – che domani sbarcherà a Roma avendo un agenda fitta d’impegni – possa dire una parola anche sul futuro dell’abruzzese. A proposito di Pallotta, anticipato ieri a Trigoria dal fido Alex Zecca, il presidente ieri ha speso parole non banali sulla partecipazione del club a Telethon, iniziativa curata da Roma Cares: «A volte dovremmo mettere le cose in prospettiva. Una o due sconfitte non hanno alcun significato di fronte alla vita e alla salute dei nostri bambini. E su questo non riflettiamo mai abbastanza». 
IN RITIRO Tornando a De Sanctis, la sua risalita è avvenuta senza nessuna azione di mobbing verso il rivale. Anzi, lo stesso Szczesny ha speso sempre belle parole su di lui. «Morgan mi aiuta tanto – ha detto il polacco a Sky –, imparo molte cose da lui, è stato fantastico con me fin dal primo giorno». Adesso le parti si sono invertite, anche se in comune i due portieri hanno il fatto che per entrambi il loro legame con la Roma sarebbe destinato a terminare. Come sta emergendo in questi giorni, a deludere di Szczesny non è tanto l’aspetto tecnico (altrimenti l’Arsenal non l’avrebbe lasciato andare via), ma il fatto è che in qualche modo si senta di passaggio, dando perciò l’impressione di non riuscire ad avere quella leadership che serve. Impressioni a lunga scadenza? [...]

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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