Rassegna Stampa

Cuadrado: “Con Montella e Thriller ora vivo in una favola. Il futuro? Sto bene a Firenze”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-06-2014 - Ore 08:16

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Cuadrado: “Con Montella e Thriller ora vivo in una favola. Il futuro? Sto bene a Firenze”

Il ragazzino timido che due anni fa abbassava gli occhi quando Vincenzo Montella gli chiedeva più cattiveria davanti al portiere ora si muove con spavalderia davanti alla stampa di tutto il mondo. Juan Cuadrado è diventato oggetto di curiosità. Lo studiano gli avversari presenti e futuri. E lui sta al gioco. La vespina viola ha fatto il salto di qualità. E ne è consapevole.

«Cosa provo leggendo che sono diventato un giocatore che vale più di trenta milioni? E’ una sensazione strana. All’inizio guardavo certe cifre e ridevo. Mi sembrava quasi incredibile. Ora sono contento. Vuol dire che ho vinto la mia battaglia. Ma la testa non è cambiata».

In che senso?

"Sono convinto di essere solo all’inizio del mio percorso. Il vero Cuadrado non si è ancora visto in campo. Per questo motivo continuerò a lavorare con ancora più cattiveria per diventare sempre più forte".

In quale squadra giocherà il prossimo anno?

«Ho detto e lo ripeto che a Firenze sto bene. La mia famiglia sta bene. Ma comincerò a pensare al mio futuro solo dopo la Coppa. Ora sto vivendo dentro una favola».

La Colombia è la squadra-allegria.

«Ci divertiamo. Non ci sono primedonne, non ci sono gelosie. Siamo una famiglia vera».

James Rodriguez è una rivelazione.

«Ora lo hanno scoperto tutti ma è sempre stato un talento straordinario».

Jackson Martinez ha realizzato una doppietta contro il Giappone.

«Ha avuto la pazienza di aspettare il suo momento e ha sfruttato al meglio l’occasione che il cittì Peckerman gli ha concesso».

Poi c’é l’intramontabile Mondragon.

"In campo a 43 anni. Ma non è solo un simbolo, è ancora un grande portiere. Ha lasciato lo stadio di Cuiabà con il pallone della gara. Mondragon è un esempio per tutti noi".

Lei è già a tre assist e un gol.

«Ed è solo l’inizio. Montella è stato un maestro importante. Fino a qualche anno fa non avevo la stessa freddezza in fase conclusiva».

Ha dimostrato anche di saper tirare i rigori.

«Sono sempre stato bravo dal dischetto ma nella Fiorentina ci sono delle gerarchie che vanno rispettate. Stavolta ho scelto la soluzione di forza ma ho anche altre opzioni».

Ha festeggiato com una danza speciale.

«Abbiamo riproposto il video “Thriller” di Michael Jackson. Ogni volta che farà gol scatterà questa danza».

Ora vi aspetta il derby sudamericano contro l’Uruguay.

«Hanno eliminato l’Italia. Mi dispiace per il mio amico Aquilani. È stata una sorpresa». 

La nazionale di Tabarez ha vinto l’ultima Coppa America.

«Una squadra che in attacco ha gente come Cavani merita il massimo rispetto. Ma noi dobbiamo andare avanti senza pensare troppo agli avversari. Questa Colombia deve avere rispetto di tutti ma non deve temere nessuno».

A chi ha dedicato la sua prima rete in un Mondiale?

«Prima a Dio. Come sempre quando succede qualcosa di speciale nella mia vita. Poi, a mamma Marcela. Lei prega per me prima dell’inizio delle partite. E le sue preghiere funzionano».

Cosa le dice al telefono?

«Di giocare pensando che questo potrebbe essere il mio ultimo Mondiale. E che quindi devo lottare con la testa e con il cuore. Perché è un’occasione unica».

Il futuro è un argomento vietato. Cuadrado ha tagliato i ponti con il suo manager e con chi lo corteggia. Il Mondiale vale di più. Però se è vero che Luis Enrique è orientato a tenere ancora un anno Dani Alves allora la Fiorentina può pensare positivo. Nel cuore della vespina viola solo il Barça è fuori concorso. Se non è possibile giocare com Neymar e Messi potrebbe andar bene restare con Pepito e Gomez. E poi, Montella ha ancora tante cose da insegnargli.

Fonte: Gazzetta dello Sport (L. Calamai)

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