Rassegna Stampa

Curve e Distinti, ultimo stadio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-02-2014 - Ore 08:44

|
Curve e Distinti, ultimo stadio

Oggi o mai più. O l’Alta Corte di Giustizia del Coni oggi smonta questa anacronistica norma(andava bene agli albori del calcio, forse) sulla discriminazione territoriale, oppure amen, tanti saluti alle Curve e ai Distinti Sud, con l’Inter resteranno aperte solo le due tribune e il settore famiglie. La buona notizia è che la Curva Sud è salva per Roma-Udinese.

I cori contro i napoletani durante la trasferta di Bologna, per i quali avrebbe pagato la Sud come “settore di riferimento” (stando al gergo della giustizia sportiva), erano un’evidente provocazione nei confronti della Federcalcio, una reazione, una risposta forte senza alcun fondamento discriminatorio. L’assoluzione è un atto di civiltà, un segnale di buon senso. Ultimo atto, poi a meno di ricorsi al Tar calerà il sipario sulla tragicommedia sportiva. È stato lo stesso avvocato Antonio Conte a fissare su Twitter l’appuntamento sull’agenda romanista: «Domani alle 9 udienza Alta Corte Coni/Reclamo As Roma. Legittimo ricorso avverso una “norma” ambigua (ed applicata in modo non equanime) per ottenere giustizia». Ricorso doppio, ricorso integrato, la Roma ci ha messo dentro anche quello per i Distinti, “squalificati” per un turno dopo i soliti cori lanciati in Roma-Samp. Una sanzione irrogata dal giudice sportivo Gianpaolo Tosel e confermata dalla Corte di Giustizia Federale. Per l’Alta Corte di Giustizia del Coni, presieduta dall’ex numero 1 della Farnesina Franco Frattini, non sarà una decisione facile. Se dà ragione alla Roma – e dall’altra parte c’è la Figc – la norma sulla discriminazione territoriale salta.

L’Alta Corte agisce infatti da Cassazione dello sport italiano, quindi può fornire quella che intermini giuridici si chiama interpretazione autentica. Autentica, nel senso di unica. Di corretta. La Roma chiede proprio questo: una risposta normativa. Nel reclamo la società sosterrà il principio per cui, se la chiusura delle Curve è stata comminata per una gara di Coppa Italia (per Roma-Napoli), la sanzione va scontata in Coppa Italia e non in campionato, come invece sostengono giudice sportivo e Corte Federale.

E poi riproporrà all’Alta Corte una serie di quesiti chiave, quesiti che possono mettere in crisi l’intero apparato della norma. È davvero discriminazione territoriale uno sfottò da stadio vecchio di almeno 30 anni? E perché sono puniti solo quelli anti-Napoli? È più discriminatorio tentare di punire i cori contro i napoletani o tentare di proteggere i napoletani come se fossero una specie rara? Cori brutti quanto volete, ma pur sempre solo cori. Insulti, se volete. Il presidente federale Giancarlo Abete ha ragione: sono insulti. La discriminazione è un’altra cosa. Sono i cori antisemiti, possono esserlo i bu razzisti e sono dieci, cento, mille volte peggio i vergognosi striscioni juventini che celebravano il dramma storico di Superga. Cori come “o Vesuvio lavali col fuoco” sono contro una tifoseria, non contro un territorio. Le Curve e i Distinti cantano quei cori perchésigiocacontroilNapoli. Punto. Questosostiene la Roma, questo sosterrà la Roma. Qualcosa comunque potrebbe essere cambiato nella sensibilità generale. C’era chi temeva ripercussioni dopo i soliti cori contro i napoletani, sabatoseraaBologna. Invecenonsarà così. Qualcuno potrebbe aver capito che i napoletani erano una scusa, un semplice strumento per attaccare la norma. L’impressione è che il Palazzo, attraverso i suoi organi, voglia proporre una tregua in vista di un inevitabile aggiustamento di tiro. Ma a fine stagione.

Fonte: IL ROMANISTA - GALLI

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom