Rassegna Stampa

Da 0 a 10 il pagellone della 20esima giornata di Serie A

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-01-2015 - Ore 08:21

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Da 0 a 10 il pagellone della 20esima giornata di Serie A

VOTO 10 A UN MERAVIGLIOSO PAUL POGBA – Anche contro il Chievo conferma di essere di un’altra categoria. Gli contestavano pochi gol, e lui sta segnando con regolarità (4 nelle ultime 4); gli rimproveravano poca personalità, e lui adesso gioca e si comporta da leader (vedi la chiacchierata con Vidal all’uscita del cileno). E poi con il pallone tra i piedi resta sempre uno spettacolo: il controllo e tiro al volo sul cross di Padoin è una giocata da artista del pallone. Che l’Italia se lo coccoli: uno così merita molto più della Serie A di oggi.

VOTO 9 ALLA LAZIO, NON SONO SOLO...PAROLO - Un solo passo falso (contro il Napoli) non ferma la corsa di una squadra che si dimostra più che mai in diritto di puntare al terzo posto, che peraltro per il momento occupa con merito. All'Olimpico la Lazio domina dal primo all'ultimo minuto contro il Milan: i ragazzi di Pioli, a differenza di quelli di Inzaghi, sanno perfettamente cosa devono fare e lo fanno bene. Pressing alto, movimenti perfetti della prima punta e, soprattutto, inserimenti letali da parte dei centrocampisti; Parolo su tutti, alla seconda doppietta in due anni contro il Milan. I biancocelesti sono nel lotto delle pretendenti al posto Champions, l’impressione è che ci possano rimanere a lungo, sempre che riescano a supplire al grave infortunio occorso a Djordjevic.

VOTO 8 ALL’IMPRESA DEL TORINO A SAN SIRO - Molti non erano nemmeno nati l’ultima volta che il Torino aveva sbancato San Siro e battuto l’Inter. D’altronde non accadeva dal 1988: a quel tempo le partite si giocavano tutte domenica pomeriggio e in tv si poteva vedere solamente il secondo tempo della partita più importante. Altri tempi, insomma. Di sicuro ci sono gli applausi per Ventura, che prima di ieri aveva sempre perso contro i nerazzurri, che sta portando avanti l’ennesimo miracolo alla guida dei granata. Orfani di Cerci e Immobile, il tecnico ligure è riuscito a riproporre una squadra quadrata che dopo 20 giornate ha solamente un punto in meno di Inter e Milan non perde dal 30 novembre e ha collezionato 13 punti nelle ultime sette giornate. Chapeau.

VOTO 7 AL BUON LAVORO DI GIANFRANCO ZOLA – Aveva cominciato malissimo, con lo 0-5 di Palermo che era però più che altro frutto della gestione passata. Poi, capito dove poter lavorare, ecco gli accorgimenti che hanno permesso al Cagliari di tornare a correre. I sardi sono in serie positiva da tre partite, un pareggio e due vittorie. Zola ha sistemato la difesa (reparto dimenticato da Zeman), ha messo in panchina il capitano, Conti, e modificato il 4-3-3 del boemo con un 4-3-2-1 molto più funzionale ai giocatori della rosa. I risultati del suo ancor breve lavoro sono sotto gli occhi di tutti: complimenti.

VOTO 6 A UN MARIO GOMEZ RITROVATO – Non vogliamo sbilanciarci, ma qualcosa forse è cambiato. Con quello realizzato alla Roma salgono a tre i gol realizzati nelle ultime due partite dal centravanti tedesco. Dopo tante bacchettate sulle mani, è finalmente arrivato il momento di dargli una sufficienza. Con riserva, però. Non vorremmo essere troppo ottimisti.

VOTO 5 AI PRIMI TEMPI DELLA ROMA – Contro la Fiorentina è arrivato il 5° pareggio delle ultime 7 partite. Bilancio preoccupante se si ha come obiettivo lo scudetto. Tutti gli ultimi 6 gol incassati dalla squadra giallorossa sono arrivati nella prima mezz’ora di gioco. Il problema potrà sicuramente anche riguardare un aspetto mentale, ma sono soprattutto le gambe a tradire i giocatori della Roma in questo momento della stagione. I giallorossi devono riprendere a correre in fretta: la Juventus, ora a +7 sulla squadra di Garcia, non ha intenzione di aspettare nessuno

VOTO 4 AL GOL FANTASMA DI MORGANELLA - Il secondo episodio contestato in meno di un mese ci riporta al solito tam-tam sulla tecnologia e il calcio: questa volta, a differenza del colpo di testa di Astori al Friuli (era il 6 gennaio, ndr), la rete di Morganella era assolutamente regolare. La palla batte sulla traversa e finisce dentro la porta di Viviano: Cervellera non vede e non assegna la rete. Solita manfrina: "Vergogna", "A cosa servono gli arbitri di porta?", "Partita rubata" e codazzo di polemiche. Tutto evitabile, se si aprissero gli occhi e la mente...

VOTO 3 ALLA MEDIA-PUNTI DI MANCINI CON L’INTER – Adesso la faccenda inizia a farsi preoccupante. Da quando Mancini è tornato all’Inter, la squadra nerazzurra ha raccolto la miseria di 10 punti in 9 gare. Una media - di 1.11 a partita - da retrocessione. I nuovi acquisti di Thohir sono stati fatti con la speranza di chiudere la stagione al terzo posto, ma andando avanti così la Champions League resterà poco più di un miraggio. Le difficoltà di Mancini se non altro riabilitano il povero Mazzarri: in fondo non era tutta colpa sua.

VOTO 2 AL PIPPO INZAGHI IN CADUTA LIBERA - "Se pensassi che il problema sarei il primo a dimettermi, ma vado avanti": l'allenatore del Milan è da premiare, ma soltanto per l'abnegazione. La sua non è una squadra e più passa il tempo e meno dà l'impressione di poterlo diventare: sfilacciato, senza spina dorsale e soprattutto senza gioco, il Milan è ormai solo il fantasma di se stesso. Posto che la rosa è quello che è e che tutti, tifosi in primis, lo sanno, manca proprio la spinta emotiva che dovrebbe venire dall'allenatore; che ora è inevitabilmente a rischio a meno di cambi di rotta nel brevissimo periodo. La Lazio (in Coppa Italia) rischia di vestire nuovamente i panni del boia.

VOTO 1 A UN PARMA ORMAI IN SERIE B - Per avere una minima speranza di salvezza, il Parma avrebbe dovuto vincere contro il Cesena al Tardini. Al termine della prima giornata di ritorno, invece, la squadra gialloblù si ritrova sempre più sola sul fondo della classifica e con ormai entrambi i piedi in Serie B. Fare mercato adesso non servirebbe più a niente: meglio pensare alla prossima stagione. La situazione è disperata.

VOTO 0 A QUEL WRESTLER CHIAMATO MEXES - Il Milan perde e male all'Olimpico con la Lazio: chi la prende più male di tutti è Philippe Mexes, che nel finale diventa verde e si trasforma in Hulk. Anzi in un wrestler, vista la presa al collo messa in mostra sul capitano della Lazio, Stefano Mauri: escandescenze e cartellino rosso. Il francese chiederà scusa per l'accaduto ("Cattivo esempio per i miei figli"), ma il fatto rimane gravissimo: ci può stare la rabbia, ma perdere la testa così è solo controproducente. Per sé (in arrivo una maxi-squalifica) e per il Milan (7a espulsione stagionale per i rossoneri, un record).

 

Fonte: Andrea TABACCO - Davide BIGHIANI - eurosport

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