Rassegna Stampa

Da Carlo a Eziolino, tutte le scivolate del nostro calcio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-11-2015 - Ore 08:40

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Da Carlo a Eziolino, tutte le scivolate del nostro calcio

IL MESSAGGERO - JOUAKIM - Carlo Tavecchio ci ricasca: dopo «Optì Pobà» e le banane, stavolta inciampa sulle offese a gay ed ebrei. E dopo la seconda clamorosa gaffe collezionata in poco più di due anni, il partito che lo ritiene inadeguato e impresentabile alla guida del più importante organismo calcistico italiano cresce di ora in ora. Non suoni irriverente, ma la prima scivolata su Tavecchio fu su una buccia di banana. Cioè sulle banane rievocate addirittura in campagna elettorale, poco prima cioè della sua elezione alla presidenza della Figc, nell’estate dello scorso anno. «Le questioni di accoglienza sono una cosa, quelle del gioco un'altra - disse allora Tavecchio - L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che ”Opti Poba” è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così». Già allora le frasi di Tavecchio scatenarono un polverone. E la difesa del presidente della Figc, manco a dirlo, venne dal suo grande elettore Claudio Lotito, il patron di Lazio e Salernitana. Un rapporto che, in un’intercettazione finita agli atti di un’inchiesta a Catanzaro, non veniva descritto in modo molto lusinghiero da un ex noto dg che parlava con un suo collega: «Tavecchio e Macalli? Rinc...iti in mano a Lotito che li ricatta». Telefonate e direttori generali: un binomio indigesto per Lotito. Se le frasi di Tavecchio erano gravissime, quelle registrate dall’allora dg dell’Ischia Pino Iodice, in un colloquio con Lotito, gettarono ombre nerissime sulla regolarità di tutti i tornei. «Gli ho detto ad Abodi: Andrea, dobbiamo parlare. Se mi porti su il Carpi, una può salire. Ma se mi porti su tre squadre che non valgono un c..zo, tra due-tre anni non avremo più una lira. Avremo il Latina, il Frosinone: chi c..zo se li compra i diritti televisivi?». 

Il fascicolo sportivo su quella conversazione è stato archiviato (ma a Napoli Lotito è stato indagato per tentata estorsione, per le presunte pressioni ai dirigenti). Sempre a proposito di frasi decisamente infelici, c’è un filo che porta ancora a Tavecchio. «Basta, non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche...». A esprimersi così “sobriamente” è Felice Belloli, presidente della Lega Dilettanti, successore proprio di Tavecchio. Storia di soli otto mesi fa. Belloli smentisce subito l’accaduto, ma in men che non si dica viene pubblicato il verbale della riunione. Da chi? Coincidenza: proprio da SoccerLife, il sito che ha fatto scoppiare la nuova bufera, con la registrazione di Tavecchio che parla di un «ebreaccio» e di gay che sarebbe meglio «tener lontani». Per la cronaca, dopo qualche giorno di tira e molla - e la sfiducia - Belloli si dimise. Lontano dalla scia delle istituzioni, ma rimanendo tra le avventure dei protagonisti del calcio, sono tante le scivolate razziste. Quella di Eziolino Capuano, tecnico dell’Arezzo, che l’anno scorso - molto prima del «vi scanno» finito su WhatsApp - si sfogò così: «In campo voglio uomini e non checche». O quella dell’ex tecnico del Milan Arrigo Sacchi, che si lasciò sfuggire: «A guardare il Torneo di Viareggio mi viene da dire che ci sono troppi giocatori di colore, anche nelle squadre Primavera». Prima delle frasi, per quanto pesanti e terribili, ci fu molto peggio. Nell’89, con un motivo abbastanza lampante sullo sfondo, Rosenthal, attaccante israeliano in prova all'Udinese, non passò la visita medica per problemi alla schiena, ma alcune anonime scritte antisemite, davanti alla sede dell’Udinese, fecero credere a ben altri motivi alla base del mancato acquisto

Fonte: IL MESSAGGERO - JOUAKIM

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