Rassegna Stampa

Da Guardiola a Iago Falque. Roma, Vermaelen amuleto per la tradizione blaugrana

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-08-2016 - Ore 08:21

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Da Guardiola a Iago Falque. Roma, Vermaelen amuleto per la tradizione blaugrana

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Dice chi lo conosce bene che Thomas Vermae­lensia un tipo freddo, nordico, nonostante poi ieri a Fiumicino fosse parecchio emozionato nel vedere circa cento tifosi cantare per lui una domenica d’agosto alle 13.30. Gliene servirà di fred­dezza, a Roma, anche per scacciare la tradizione nega­tiva che vede gli ex blaugra­na soffrire quando indossa­no il giallorosso. Keita ha in­vertito la tradizione, pure senza vincere, per gli altri in­vece le gioie sono state po­che.

DA GIULY A IAGO - L’esperienza più positiva è stata quella di Ludovic Giuly, che dopo aver vinto tutto con i catalani arri­va a Roma e porta a casa una Supercoppa (2007) e una Coppa Italia (2008) con Spalletti in panchina. Dopo 48 presenze e 8 reti è tornato in patria, al Psg. Un altro che è rimasto appena un anno è Iago Falque, adesso al Torino: per Rudi Garcia era indispensabile, con Spalletti faceva la mezzala a centro­ campo (e anche raramente) e allora meglio cambiare aria.

DALLA CANTERA - Non è dura­ta di più l’esperienza di Bojan: arrivato a luglio del 2011, ha avuto un rendi­ mento sufficiente ma ha pa­gato il disastroso anno della squadra: 37 presenze, 7 reti e tanti saluti. A volerlo era stato Luis Enrique: oggi alle­na il Barcellona con cui già al primo anno ha centrato il triplete, nel Barça B aveva fatto benissimo, a Trigoria invece un rapporto umano splendido con tutti, ma po­chi risultati. Indimenticabili soltanto le lacrime dei gio­catori in mezzo al campo il giorno in cui ha detto loro che sarebbe andato via.

GIOVANI E VECCHI - Meno emozioni, invece, per Guar­diola e Keita: professori in mezzo al campo a Barcello­na, a Roma sono arrivati a fi­ne carriera. Il maliano, dopo 46 partite, è andato via la­ sciando il rimpianto di non averlo visto con qualche anno (e acciacco) di meno. Stesso discorso vale per Guardiola che nel 2002 sbarcò come una star ma non lasciò trac­cia, giocando appena 6 parti­ te e tornando a Brescia poco dopo. I suoi insegnamenti in allenamento però furono fondamentali per un giovane De Rossi e degli stessi inse­gnamenti, in questo caso di Totti, parla oggi Tonny Sanabria, che a 20 anni è in Spa­gna a cercar gloria e fortuna, ma la Roma, che ha creduto in lui strappandolo a suon di milioni alla cantera del Barcellona, ha comunque man­ tenuto un’opzione per ri­prenderselo.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Zucchelli

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