Rassegna Stampa

Da Ibra a Dzeko e Pjanic ultima chiamata per l’Europa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-11-2015 - Ore 08:07

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Da Ibra a Dzeko e Pjanic ultima chiamata per l’Europa
REPUBBLICA - CITO - Ritardatarie d’Europa, è la vostra ultima occasione. Con Norvegia-Ungheria si aprono i cinque giorni che definiranno la lista delle 24 invitate al tavolo buono del calcio del Vecchio continente. Messe alla porta sin dai gironi due ex vincitrici, Olanda e Grecia, ora tocca a Ibra salvare la sua Svezia. E poi, fari su Dzeko e Pjanic, con la Bosnia contro gli irlandesi, la cui presenza avrebbe un valore storico: mai le isole britanniche hanno portato quattro squadre in una grande manifestazione del calcio. Può accadere in Francia, dove sono già certe di non mancare Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord.
A Oslo, durante Norvegia- Ungheria, il portiere magiaro Gabor Kiraly stabilirà un record: diventerà, a 39 anni, il secondo ad entrare in doppia cifra nelle presenze con la maglia rossa, in scia a József Bozsik, centrocampista della Aranycsapat, la Squadra d’oro di Puskas, Hidegkuti, Grosics. Gli scandinavi, dietro nel ranking Fifa (Ungheria 33, Norvegia 46), e terzi solo all’ultima giornata nel girone di Italia e Croazia, però appaiono favoriti. Partirà probabilmente dalla panchina il fenomenale teenager del Real Martin Odegaard.
Più equilibrio e un po’ di Italia in Bosnia-Irlanda (domani, alle 20.45). Pjanic, Dzeko e Lulic, ma anche il centravanti del Cesena Milan Djuric, affrontano una squadra compatta guidata dagli highlanders Robbie Keane e John O’Shea.
Sabato tocca a Ibrahimovic, che con la Svezia (impegnata a Stoccolma contro la Danimarca, 20.45) non ha mai saltato un Europeo: 2004, 2008, 2012, anche 6 gol che lo metterebbero nelle condizioni di attaccare la leadership di Platini in cima alla classifica dei maggiori cannonieri della storia del torneo (9).
Otto i gol dell’attaccante del Psg nel girone, eppure non sono bastati ai gialli per arrivare almeno secondi in un girone vinto da Austria e Russia. Forte del decimo Guldbollen (il riconoscimento al miglior giocatore svedese dell’anno) vinto in carriera, Ibra arriva carico all’incerto e stavolta non biscottabile - ricordate l’Europeo 2004? - doppio confronto: «Vincerà chi sbaglierà di meno». Può finire martedì, nel match di ritorno, il regno del ct danese Morten Olsen, sulla panchina biancorossa dal 2000. Meno spettacolo promette Ucraina- Slovenia (andata sabato, ritorno martedì 17), con Handanovic a guidare una squadra con sette elementi del campionato italiano.

Fonte: REPUBBLICA - CITO

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