Rassegna Stampa

Da Pogba che ne vale 55 ai 30 offerti per Pjanic. L’oro di Conte e Garcia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-01-2014 - Ore 07:54

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Da Pogba che ne vale 55 ai 30 offerti per Pjanic. L’oro di Conte e Garcia

Ci sono notti affilate come sguardi, e pericolose altrettanto. Notti che raccontano rancori mai sopiti e ambizioni insaziabili. Notti come quelle di Juventus-Roma, che avrà addosso – appunto – gli occhi del mondo. D’altronde, questa sfida è il meglio che oggi può offrire il calcio italiano. Le prime due della classe, altissimo tasso tecnico a disposizione di due allenatori ringhiosi, centinaia di milioni in campo, campioni del Mondo che si sfidano, tanti protagonisti sicuri a Brasile 2014, altrettanti fenomeni ancora impegnati a convincere i rispettivi commissari tecnici ed infine un nugolo di stelle che al Mondiale al Mondiale non ci sarà solo perché appartenenti a Nazionali eliminate dalla fase finale. Sulla carta, uno spettacolo di primissimo livello, all’altezza dei big match di Liga, Premier e Bundesliga. Esageriamo? Stavolta probabilmente no, considerato il costante e milionario interessamento da parte delle potenze mondiali per parecchi dei giocatori che domani sera scenderanno in campo.





JUVE NAZIONALE Partiamo dalla Juventus, padrona di casa, campione d’Italia da due stagioni e serbatoio principale della Nazionale di Prandelli. I vari Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Pirlo e Marchisio sono certi della convocazione, sono anzi tutti potenziali titolari azzurri. Occhio poi a Ogbonna, altro giocatore seriamente tenuto in considerazione dal nostro c.t. e avvantaggiato dal fatto di allenarsi ogni giorno accanto appunto alla difesa titolare. Speranze ridotte invece quasi a zero per Giovinco, presente all’ultima Confederations Cup. Italiani a parte, fra campo e panchina, la Juventus domani sera proporrà poi parecchi altri sicuri protagonisti in Brasile: su tutti, Arturo Vidal, Paul Pogba e Stephan Lichtsteiner; ma anche Kwadwo Asamoah, Martin Caceres (nostro avversario con il suo Uruguay) e Mauricio Isla. La cosa buffa è che a rischiare la vetrina più prestigiosa siano Carlitos Tevez e Fernando Llorente, autentici trascinatori in questa prima parte della stagione: scalate durissime per entrambi. Ostacoli solo «politici» per l’Apache, giocatore adorato dal «pueblo», meno dai vertici del calcio argentino, come ha rivelato negli ultimi giorni Maradona. E obiettivamente anche dalla stella Messi non è mai arrivata una spintarella… Per quanto riguarda Llorente la questione è invece solo tecnica: è lotta dura con i vari Negredo, Soldado, Torres e il naturalizzato Diego Costa in una Spagna che al massimo si permette un solo centravanti di ruolo.





BIANCONERI IN MILIONI In generale, la lista che domani sera Antonio Conte consegnerà agli arbitri varrà 318,5 milioni di euro: 198 subito in campo, il resto in panchina. Cifre che oltretutto non rendono giustizia al reale valore tecnico della rosa, considerate le inevitabili basse valutazioni di mercato dei vari Buffon, Barzagli e Pirlo. Fra i titolari, spiccano i 55 milioni di Pogba e i 40 di Vidal, ma anche in panchina non si scherza con i 30 di Marchisio e i complessivi 39 di Vucinic (fuori dal Mondiale con il Montenegro), Quagliarella e Giovinco.



ROMA NAZIONALE Ovvio che anche i giallorossi hanno il proprio pacchetto di protagonisti «mondiali». La mediana in blocco (De Rossi, Pjanic e Strootman), l’attacco in parte (Gervinho) e persino parte della panchina (Torosidis e Bradley). Ma alla rincorsa sono iscritti in tanti con ottime chance, primi fra tutti De Sanctis (che il c.t. Prandelli alla fine chiamerà), Maicon (venuto alla Roma proprio per riconquistare la Selecao, cosa peraltro già avvenuta) e Florenzi. Non demordono, però, neppure Castan – protagonista di una stagione eccezionale -, Balzaretti, Burdisso e Destro, che da quando è rientrato in campo è sempre andato in gol. Certo, non mancano i rimpianti, primi fra tutti quelli di avere senz’altro fuori dall’avventura brasiliana Benatia e Ljajic. Un caso a parte. ovviamente, quello di Totti, che ormai ha poche possibilità di andare in Brasile, ma non per valore assoluto, bensì in nome di quel rinnovamento che Prandelli sta portando avanti da anni.



 GIALLOROSSI IN MILIONI Infatti, anche sul fronte del valore «materiale» dato al capitano della Roma, non ci sarebbe neppure da spiegare come tutto deve essere rapportato alla sua età e alla situazione contrattuale e non al valore assoluto. Per il resto spiccano i 30 milioni che tanti sono pronti ad offrire per Pjanic, così come i 25 per Strootman o i 20 per Destro e Benatia. E De Rossi? L’azzurro paga il suo ingaggio altissimo (6,5 milioni a stagione) e un’età non più verde, altrimenti come valore assoluto (anche lui) sarebbe ai livelli top mondiali. Insomma, anche così – cioè con Totti «deprezzato» e De Rossi «depotenziato» – la Roma non è lontana dai 200 milioni di valore. Quanto basta per fare della sfida di Torino una di quelle da non perdere in attesa di una doppia rivincita: quella di maggio all’Olimpico di Roma e chissà, per diversi di loro, quella di luglio al Maracanà di Rio de Janeiro.

Fonte: Gasport

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