Rassegna Stampa

Da Stek a Szczesny mille guanti da Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-03-2016 - Ore 07:54

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Da Stek a Szczesny mille guanti da Roma

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Senza arrivare al livello di alcuni media polacchi, che ieri si sono divertiti a fare un sondaggio sul look di Szczesny nel ritiro della Polonia (i suoi connazionali hanno apprezzato poco...), il tema portiere a Trigoria è caldo. E non solo in questi giorni, perché da quando c’è la proprietà Usa la porta è aperta, anzi spalancata. E a giugno si riaprirà.

MILLE GUANTI - Finita l’epoca dei portieri brasiliani, Doni, Julio Sergio e Artur, uno dei nodi su cui si concentrarono Baldini e Sabatini fu quello del numero uno: i sogni si chiamavano Neuer e Buffon, il primo è finito al Bayern Monaco, il secondo è rimasto alla Juve, e non serve neanche spiegare perché. La scelta allora, dopo che Luis Enrique provò a farsi comprare a tutti i costi Kameni (oggi al Malaga) cadde su Stekelenburg, portiere dell’Ajax e dell’Olanda, accolto con squilli di tromba e soddisfazione. La scelta non fu felice, 55 presenze, pochissime gioie, poco feeling con l’Italia (riteneva impossibile l’italiano, per informazioni chiedere a Strootman, che dopo 3 mesi già lo capiva), un brutto colpo alla testa e una carriera frenata, con tanto di trasferimento a Londra saltato durante il viaggio in aereo. Con Luis Enrique, che fece giocare 3 partite anche a Curci, non fu amore, Zeman lo mise in panchina e gli preferì il carneade uruguaiano Goicoechea, bravo ragazzo, ma portiere discutibile, visto che una sua papera col Cagliari agita ancora i sonni del boemo e di tutti i romanisti. Stagione maledetta, quella del 2013, terminata il 26 maggio con la sconfitta in Coppa Italia e Lobont in porta. Da quel giorno il portiere romeno il campo non l’ha praticamente più visto.

SICUREZZA - Da quel momento la Roma ha avuto, per due anni, la sua saracinesca, e cioè Morgan De Sanctis. Il suo secondo, Skorupski, giocava poco e soffriva la pressione — vedi gli errori gravissimi contro la Fiorentina in coppa — quindi è stato mandato ad Empoli, dove resterà anche la prossima stagione, Morgan invece potrebbe continuare a fare il secondo altri dieci mesi per poi fare il dirigente, come vorrebbe Pallotta.

L’ADDIO - Magari, con Alisson impegnato con il Brasile («Sono un leader, pretendo molto dai miei difensori», ha detto ieri), sarà lui a difendere la porta durante gli eventuali preliminari di Champions. Di certo non sarà Szczesny, destinato a tornare all’Arsenal: alla Roma mancherà, lui e i suoi look eccentrici, perché in pochi mesi è diventato parte integrante del gruppo. Ma il calcio lascia poco spazio ai sentimenti, e l’Arsenal lo lascerebbe partire solo a peso d’oro. Senza contare lo stipendio da oltre 3 milioni netti, una scelta che la Roma non può e non vuole permettersi.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI

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