Rassegna Stampa

Da Stirpe a Rosi, è Frosinone Capitale

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-09-2015 - Ore 07:46

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Da Stirpe a Rosi, è Frosinone Capitale

IL MESSAGGERO - DI RIENZO - Quanti motivi di interesse racchiude la sfida di domani al Matusa tra il Frosinone di Stellone ancora a zero punti e la lanciatissima Roma di Garcia. Un testa-coda che promette scintille sul rettangolo verde di un catino che ribollirà di tifo vista la presenza di almeno 9.000 spettatori, 2.000 dei quali di fede romanista. A parte il duello a distanza tra i giganti del reparto avanzato, Daniel Ciofani tra i padroni di casa ed Edin Dzeko tra gli ospiti, c’è il curioso particolare che nel Frosinone esiste in pratica una colonia giallorossa che domani andrà all’attacco della Roma. Ci spieghiamo. I vertici del club giallazzurro, vale a dire il presidente Maurizio Stirpe e il direttore generale Ernesto Salvini, sono da sempre grandi tifosi della Magica. Non solo, perché il terzino Rosi (più Verde cresciuto a Trigoria) e l’esterno offensivo Paganini, figlio dell’ex grande ballerino Raffaele, oltre ad essere romani di nascita sono pure tifosi della squadra capitolina nelle cui giovanili si sono formati. E, ancora, lo stesso allenatore del Frosinone Roberto Stellone, pure lui nativo della Capitale, tiene per i colori giallorossi. Per non parlare del fantasista Soddimo, nato e cresciuto a San Basilio, tifosissimo della squadra di Rudi Garcia. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e domani pomeriggio in Ciociaria, questo nutrito gruppetto di romani e romanisti del Frosinone, tenteranno l’impresa contro la squadra del cuore per cominciare a raggranellare i primi punti per la salvezza, il loro scudetto.

CABALA GERVASONI E da queste parti ci si attacca a tutto, anche alla cabala. A dirigere la storica sfida tra il Frosinone e la Roma, è stato designato Andrea Gervasoni di Mantova, lo stesso arbitro che l’11 giugno del 2006 al Matusa diresse la finale di ritorno playoff per la promozione in serie B tra il Frosinone guidato all’epoca da Ivo Iaconi e il Grosseto allenato da Massimiliano Allegri, sì proprio l’attuale tecnico della Juventus. I tifosi frusinati incrociano le dita ripensando a quell’11 giugno di 9 anni fa che segnò la prima storica promozione della squadra nella cadetteria grazie al successo per 1-0 (gol di Martini al 27’ del primo tempo) sui maremmani dell’allenatore dei campioni d’Italia. Intanto Stellone continua a nascondere il Frosinone anti-Roma e dopo aver provato il solito 4-4-2, nella partitella di ieri pomeriggio sullo splendido tappeto del Matusa, ha optato per il 4-3-3, quasi che domani volesse mettersi a specchio con la formazione guidata da Rudi Garcia. I dubbi riguardano il centrocampo dove potrebbe debuttare il ghanese Chibsah prelevato in prestito dal Sassuolo, la difesa dove il croato naturalizzato svizzero Pavlovic, ex Grasshopper, potrebbe rilevare Crivello e l’attacco dove Soddimo sembra in vantaggio su Longo e Dionisi. Sulla partita di domani, invece, Alberto Cavasin, alla guida dei ciociari nella stagione 2007-2008 in serie B, osserva: «Ho visto la Roma una ventina di giorni fa a Verona contro una squadra che si avvicina a quella di Stellone e che ha fatto risultato, allora dico che la partita di sabato va giocata e non c’è nulla di già scritto. I valori tecnici parlano evidentemente a favore dei campioni giallorossi, ma il Davide Frosinone sotto la spinta del Matusa almeno il pareggio contro il Golia Roma può centrarlo. Però dovrà giocare con coraggio e raziocinio».

Fonte: Il Messaggero - M.Di Rienzo

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