Rassegna Stampa

Dai centimetri ai liberi tutti pro Nakata

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-01-2014 - Ore 09:37

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Dai centimetri ai liberi tutti pro Nakata

Juve prima in classifica, a passo di record (proiezione finale: 102 punti); Roma seconda, staccata di cinque. Torna la rivalità della prima parte degli anni Ottanta, che era anche ideologica: da una parte la difesa a uomo di Trapattoni, dall’altra la zona di Liedholm. In questo quadro, si era inserito il gol annullato a Turone in Juve-Roma 0-0 (10 maggio 1981), arbitro Bergamo, assistente (allora guardalinee) Giuliano Sancini di Bologna (poi presidente degli arbitri di hockey su prato), pronto ad alzare la bandierina sull’assist di testa di Pruzzo per Turone, giudicato in offside prima ancora che il pallone entrasse in rete (29’ s.t.). Lo 0-0 finale aveva consentito alla Juve (rimasta in dieci, espulso Furino al 17’ s.t.) di restare prima in classifica con un punto di vantaggio sulla Roma. Trent’anni dopo, Sancini ha raccontato che l’ingegner Viola, presidente della Roma a quei tempi, entrando nello spogliatoio, gli aveva detto: «Se non avesse alzato la bandierina, saremmo primi e con in tasca più di mezzo scudetto». Invece, alla fine, lo scudetto era andato alla Juve. Sono passati 33 anni e fra moviole, movioloni, telebeam non si è ancora riusciti a stabilire con esattezza se la posizione di Turone fosse regolare o no.

Cinque mesi dopo (1° novembre 1981), la Roma era andata a vincere a Torino con un gol di Falcao, nato da un’incomprensione fra Brio e Zoff, ma il 6 marzo 1983 era nata la questione dei centimetri. Sull’1-1 (gol di Falcao e punizione di Platini), all’Olimpico, cross di Platini, in posizione sospetta, per Brio (morsicato da un cane a bordocampo), colpo di testa e gol dell’1-2, distacco ridotto da cinque a tre punti. Il presidente Viola aveva commentato: «Con la Juve è sempre una questione di centimetri». E allora Boniperti gli aveva spedito un doppio decimetro: «Così puoi misurare i centimetri». Viola aveva restituito il dono al mittente: «Il doppio decimetro serve più a un geometra che a un ingegnere». E meno di due mesi dopo (8 maggio 1983) si era goduto lo scudetto. Superato l’anno dedicato alla festa del Verona (1985), Juve e Roma erano tornate a sfidarsi per lo scudetto nel 1986, con la squadra di Trapattoni costretta a rallentare per stanchezza e infortuni (Serena ad Avellino in nazionale) e i giallorossi alla seconda stagione con Eriksson al posto di Liedholm travolgenti nel girone di ritorno e capaci di dominare la sfida dell’Olimpico (3-0) fino a riprendere i bianconeri, prima di cadere in casa «L’età non è una garanzia di efficienza». «La giovinezza non è garanzia d’innovazione ». L’antica sfida tra giovani e vecchi è tutta qui, in questo scambio (da Skyfall) tra James Bond e il nuovo Q, un ragazzotto con la faccia e i modi del Nerd, davanti al «The Fighting Temeraire», il quadro di William Turner ospitato dalla National Gallery a Londra. Che cosa ci vede? Chiede il giovanotto a 007. «Tanta acqua e una barca ». I vecchi semplificano. Rendono le cose facili, con la loro abilità. Fanno correre la palla, per questo spesso passano per «pigri» come Andrea Pirlo, 34 anni, e Francesco Totti, 37. Accuse infondate, i due hanno dimostrato ampiamente che il loro passo rende più spedito quello di Juventus e Roma. Siamo alla vigilia della Grande Sfida lunga trent’anni, stanno per finire le rievocazioni, le provocazioni, le arringhe, i soliti discorsi, le mani avant i . Footbal l , TORINO — «Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo dimostrato sul campo di essere i più forti». Semplice e chiaro. Giorgio Chiellini replica così a Francesco Totti che ha acceso la vigilia di Juventus-Roma parlando di «aiutini» arbitrali in favore dei campioni d’Italia. Dal tono il difensore non sembra dare troppo peso alla frecciata del capitano giallorosso («Ognuno ha il suo parere...») ma i concetti che usa per la risposta sono netti: «Lo dimostriamo in ogni partita e vogliamo dimostrarlo anche domenica.

 

La Roma sta facendo un gran campionato, con un inizio strepitoso che resterà nella storia ma non è facile mantenere questa continuità per tutta la Sport Non è un Paese per Pirlo e Totti uomini chiave di Juve-Roma mentre le stelle nascenti Pogba e Pjanic rimangono sempre nel mirino del Psg 456 presenze in serie A per Andrea Pirlo, con Brescia, Inter, Reggina, Milan e Juventus: 53 i gol Tentazioni francesi Paul Pogba, 20 anni, francese della Juventus, e Miralem Pjanic, 23, bosniaco della Roma: entrambi piacciono al Psg (LaPresse, Ansa) La rivalità Il duello tra Juventus e Roma, una storia di accuse e sospetti Dai centimetri al liberi tutti pro Nakata con il Lecce alla penultima giornata. Per tornare all’epoca delle grandi polemiche è stato necessario aspettare il 15 gennaio 1995, la domenica di Juve-Roma 3-0,partita avvelenata da una rimessa laterale di Aldair, che colpisce con il pallone l’assistente Tullio Manfredini, rappresentante di abbigliamento di Carpi: Aldair sta per scagliare il pallone con le mani verso Cervone; l’impatto accorcia la traiettoria e sul pallone arriva Ravanelli, che segna con un pallonetto (31’ p.t.). Il presidente Sensi: «Questa partita va rigiocata». Altre polemiche sommergono Juve-Roma 3-1 (8 febbraio 1997): i giallorossi accusano l’arbitro Messina di non aver visto un rigore (fallo di Deschamps su Gautieri); Del Piero in fuorigioco sul secondo gol. Di certo la Roma non ha avuto modo di lamentarsi il 6 maggio 2001: Roma 63 punti, Juve 57. Juve in vantaggio 2-0 dopo sei minuti (Del Piero, Zidane); Roma in rimonta con Nakata, che non avrebbe potuto giocare per eccesso di extracomunitari. Venerdì 4 maggio la Corte federale, presieduta da Andrea Manzella, con un dispositivo di nove pagine, rivoluziona lo scenario e apre le porte a tutti gli extracomunitari già tesserati che possono scendere in campo senza limitazioni. E dopo Nakata arrivano il pareggio di Montella e poi lo scudetto.

Fonte: corriere della sera

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