Rassegna Stampa

«Dai Roma, ora fammi il regalo»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-03-2016 - Ore 08:54

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«Dai Roma, ora fammi il regalo»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - La festa vera la farà solo tra un paio di mesi, quando diventerà papà per la prima volta. A Trigoria ormai i fiocchi azzurri e rosa sono all’ordine del giorno, all’inizio dell’estate toccherà anche ad Alessandro Florenzi e per lui saranno giorni forse complicati ma sicuramente intensi, visto che, se tutto andrà secondo i piani, oltre all’erede arriverà anche la convocazione di Conte per l’Europeo. Sarà il suo primo grande appuntamento con l’Italia — nel 2014 Prandelli non lo portò al Mondiale —, insieme alla paternità l’ennesima conferma che ormai l’ex capitano della Primavera è diventato grande davvero: «Ma io mi sento ancora giovane», ha scherzato ai microfoni di Roma Radio, dove ha festeggiato i 25 anni. 
PIZZA SÌ, RABBIA PURE Candeline soffiate, intervista fatta, tutto dopo l’allenamento e dopo la pizza presente negli spogliatoi per festeggiare lui e la piccola Isabel, la figlia di Francesco Totti. Senza esagerare però, visto che domenica a Udine si gioca, e visto che la rabbia per l’eliminazione dalla Champions nella Roma c’è ed è pure forte: «Siamo arrabbiati e questa rabbia dovremmo metterla contro l’Udinese perché solo facendo una bella prestazione potremo andare avanti. Non dico rifarci però, perché una partita come quella di martedì può valere una stagione e vincerla è come vincerne 40 di campionato, ti può dare la strada più corta per essere considerata una grande. La strada più lunga invece passa da Udine». 
QUARTO CAPITANO Se De Rossi non dovesse partire dall’inizio, così come Totti, dovrebbe essere ancora lui ad indossare la fascia, dopo averlo fatto al Bernabeu, più giovane avversario del Real ad essere capitano dal 1998: «Sono il terzo o il quarto, visto che c’è anche Keita, ma davanti a me ci sono due mostri sacri che hanno dato la vita per questa maglia e per questa fascia e speriamo che continuino fino a che ne avranno la forza. La Roma è la mia seconda casa ed è come una famiglia, spero di continuare negli anni questo rapporto». 
IN FRANCIA CON CHE RUOLO? Intanto, il rapporto che prosegue è quello con l’Italia: «I colori della Nazionale vanno difesi sempre, a maggior ragione in un momento così difficile per il nostro Paese. Dobbiamo onorare la maglia e giocare l’Europeo con tutte le nostre forze». Nella Roma gioca spesso terzino destro, a volte centrocampista, ogni tanto attaccante, Conte lo vede solo in mezzo al campo, lui sa che la discussione sul ruolo è andata avanti in passato e continuerà, ma non si scompone: «Ormai me ne importa poco perché sono un giocatore che riesce a dare il suo contributo in qualunque parte del campo. Con l’allenamento spero di migliorare i punti di forza e di colmare anche le lacune». Certamente l’aver affrontato in questa stagione Messi, Suarez, Neymar, Cristiano Ronaldo e Bale qualcosa gli ha lasciato: «Mettersi in contrasto con loro ti fa capire quanto siano forti e quanto si possa migliorare. Provo a rubare con gli occhi a tutti gli avversari, un gesto, una corsa o un movimento che riescono a fare per aiutare il compagno e la squadra». Quello che cerca di fare anche lui. E pazienza se per riuscirci deve spesso cambiare posizione in campo. 

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI

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