Rassegna Stampa

Dal 1927 a oggi, la storia addosso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-05-2014 - Ore 11:00

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Dal 1927 a oggi, la storia addosso

L’accordo dell’Associazione Sportiva Roma con la Nike ha qualcosa di storico, non solo per la valenza in sé: Nike si appresta a essere il marchio più “indossato” nella storia della Roma, quello che accompagnerà la società giallorossa al novantesimo anno di età, fino alle soglie del suo centenario. La Nike anche in questo sostituirà la Robe di Kappa, la casa torinese che in più stagioni ci ha vestito e che che aveva il record di longevità. Questa è una storia nata insieme alle maglie della Roma. La prima uscita della prima squadra romanista si ebbe il 17 luglio 1927 contro l’UTE. Attualmente, sulla base di testimonianze, orali, fotografiche e documentali esiste la quasi assoluta certezza che in quella occasione la Roma utilizzò una muta di maglie del Roman Football Club che poteva vantare gli stessi colori sociali del nuovo sodalizio sportivo. Quasi 10 anni più tardi, il 6 giugno 1937, la Roma disputava la prima finale di Coppa Italia della sua storia con una casacca non troppo distante da quella della fondazione. Si trattava di una maglia lunga con collo a V e i bordi del collo gialli. Nel 1947 l’effetto cromatico rimase praticamente identico, ma sul finire della stagione 1947/48, in occasione della gara contro l’Inter del 6 giugno, i nostri per la prima volta utilizzano un vistoso colletto sciolto dal resto della maglia. Gli Anni 50 avrebbero visto alcuni esperimenti abbastanza arditi, ma nella stagione 1956/57, che conduceva al trentennale, la maglia è ispirata alla tradizione. Nonostante questo, il 13 gennaio 1957, la Roma scende in campo contro il Milan di Nils Liedholm con una muta bianca con banda giallo-rossa centrale. Dieci anni più tardi le novità vanno ancora cercate con il lanternino, quando nella stagione 1967/68, sulla casacca rosso-gialla tradizionale compare per la prima volta la “Zip”, ovvero un rinforzo in stoffa a supporto dei tre bottoni che chiudono la scollatura. Quando arriva il 1977, invece, il football italiano è definitivamente entrato nell’era moderna. Dopo alcuni, timidi approcci fatti sul finire degli Anni 60 con la Lacoste, la Lupa apre alla prima vera sponsorizzazione tecnica della sua storia con l’Adidas. Si tratta di un contratto standard che impegna l’azienda tedesca a fornire gratuitamente i materiali al club capitolino. Compaiono così le maglie con le classiche tre strisce sulle maniche, i polsini e il colletto arancione. Per le trasformazioni delle maglie è iniziata l’autentica età dell’oro, solamente pochi mesi più tardi sul petto dei calciatori romanisti apparirà anche il glorioso lupetto, mentre nel 1981/82, arriverà anche il main sponsor Barilla. Paradossalmente questo periodo di così giganteschi cambiamenti (basterebbe pensare alle mute a “ghiacciolo” realizzate dalla Pouchain o alla casacca completamente arancione del campionato 78/79), lascerà spazio ad una svolta decisamente tradizionalista della NR che accompagnerà, nel 1987, il sessantesimo anniversario di fondazione. La NR, tra l’altro, era appena subentrata al primo ciclo della Kappa, che aveva avuto la fortuna di vestire la Roma nella seconda parte della stagione 83/84, realizzando alcune splendide casacche con lo scudetto e la famosa maglia “bianca luce” della finalissima di Coppa dei Campioni. Concludiamo idealmente il nostro viaggio con la maglia Asics della stagione 96/97: rossa, con sottili righe arancioni lungo tutto il busto che proseguono nei calzoncini. Nel 2000/01 sarebbe ritornato il tempo della Kappa e quello dello scudetto. La casa torinese, ha vestito la Roma anche nel 2007, in occasione dell’ottantesimo anniversario della Lupa. In quell’annata, la Kappa aprì la stagione al Westfahlenstadion di Dortmund il 22 luglio, con una casacca bianca che sul petto mostrava la sigla SPQR. Il logo ufficiale avrebbe invece debuttato nell’amichevole dell’Olimpico del 26 luglio 2007. Adesso comincia una nuova era, ma che ha come comun denominatore però sempre lo stesso inno, quello cantato da anni (proprio da quello dello scudetto) dalla Sud: marchio o non marchio, non smetterò mai di lottar per questa maglia storica…

Fonte: IL ROMANISTA (M. IZZO)

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