Rassegna Stampa

Dal fenomeno Alaba all’Islanda. La nuova Europa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-09-2015 - Ore 06:36

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Dal fenomeno Alaba all’Islanda. La nuova Europa

IL TEMPO – GIUBILO - Meno di due mesi, poi sarà completato il quadro delle ventiquattro squadre del vecchio continente per l’Europeo di Francia 2016. Oltre ai padroni di casa, le vincitrici e le seconde dei nove gironi, alle qualificazioni, la migliore terza e le quattro promosse dagli spareggi tra le rimanenti medaglie di bronzo, alla fine della parentesi estiva, la matematica esprime soltanto cinque certezze, che si chiamano Islanda, Inghilterra, Austria, Repubblica Ceca oltre agli anfitrioni. Ma per molte favorite della vigilia la promozione sarà quasi una formalità: Germania e Polonia a braccetto, poi Spagna, Portogallo, ma anche Belgio e L’Italia, queste ultime che devono soltanto respingere una vocazione al suicidio non ipotizzabile. Ma va celebrato, al di sopra di ogni altra considerazione, il soffio di aria fresca prodotto sul panorama del calcio europeo, da nuove inattese realtà. Induce a riflessioni romantiche la prima volta, in una fase finale, dell’Islanda l’isola tra Gran Bretagna e la Groenlandia. Con i suoi 350 mila abitanti sarà la nazione più piccola in gara, ma ha messo in riga rivali ambiziose, meritando il primato per il bel gioco espresso. Un testimone in Italia quell’Hallfredsson che è diventato un idolo per i tifosi dell’Hellas.

Ma al gradino più alto del podio in questa fase di approccio al traguardo, ha diritto indiscutibile l’Austria. Che aveva alle spalle glorie tropo lontane nel tempo, prima di sprofondare in lungo oblio calcistico. Ha chiuso un camino esemplare andando a seppellire a Stoccolma le velleità svedesi. Stavolta Ibra è tornato al gol, ma quando gli scandinavi erano sotto di quattro pappine.

Spettacolo nello spettacolo quello regalato da Alaba, papà senegalese e mamma filippina, ma nato e cresciuto a Vienna. A poco più di venti anni e già punto di forza del Bayern di Guardiola. Partito da difensore, tecnica deliziosa, forza fisica, visone di gioco, confidenza con i gol. Ha tutto per dominare a lungo la scena internazionale. Da straordinario protagonista, perché nessuno può negargli le più intense luci del palcoscenico. La grande prova del giocatore austriaco ha fatto passare in secondo piano anche l’impressa di Wayne Rooney che ha superato il leggendario Bobby Charlleton nella classifica dei migliori marcatori inglesi in campo internazionale.

Ma l’Europa non consegna soltanto notte liete come al soliti i Club che pagano lauti stipendi ai loro giocatori devono scontare i «furti» delle rispettive Nazionali. La Roma dovrà a fare a meno per tre settimane di quel Pjanic che aveva risolto la sfida con la Juventus, la Lazio tiene fermo ai box De Vrij, rimasto infortunato nell’ennesimo naufragio della sua Olanda a un passo dall’eliminazione, senza poter onorare il podio raggiunto nell’ultimo Mondiale.

Aspettiamo sempre di sapere quando i massimi dirigenti del calcio mondiale se decideranno a stabilire adeguati risarcimenti per le società danneggiate

Fonte: IL TEMPO – GIUBILO

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