Rassegna Stampa

Dal muro Meret alla “iena” Calabresi: quelli che quest’anno aspettiamo in A

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-12-2014 - Ore 09:14

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Dal muro Meret alla “iena” Calabresi: quelli che quest’anno aspettiamo in A

Indovinare chi esordirà in A nel 2015 è un po’ come fare le previsioni del tempo: un soffio di vento può cambiare tutto, e quando non è un infortunio da niente, che ti fa saltare giusto la partita che conta, può essere una Nazionale. Capitò a Federico Bonazzoli, che ora sta completando l’accelerazione sulla rampa di lancio: Mazzarri lo ha buttato dentro 17enne, Stramaccioni voleva farlo quando ne aveva 15, poi si ricordarono che a quell’età serve una deroga, e non era stata chiesta per tempo. Una settimana dopo non c’era più: ritiro per l’Europeo Under 17. Difficile dire chi ce le farà quest’anno, ma questi sono quelli che penseranno al debutto, pronunciando il brindisi di mezzanotte.

PORTIERI Pochi: l’abitudine di far fare il terzo a un Primavera è morta e sepolta, all’ultima giornata giocheranno i vari Rubinho, Berni e Lobont. Audero, quarto portiere della Juve, dovrà attendere, dovrebbe andar meglio all’altro azzurro Under 18, Alex Meret, che se Scuffet avesse accettato l’Atletico avrebbe avuto la strada spianata. L’Udinese ci punta molto: hanno il problema di non svalutare troppo il suo quasi coetaneo, ma troveranno il modo di valorizzarli entrambi.

DIFENSORI Se non fosse iniziato il mercato, il centrale (volendo anche terzino destro) della Roma Arturo Calabresi un’occasione l’avrebbe avuta sicuramente: ora Garcia avrà un difensore in più (Chiriches?), ma lui – figlio di Paolo, attore e inviato delle Iene – potrebbe farcela lo stesso. Anche la Lazio cerca un difensore, ma uno bravo lo ha in casa, Franjo Prce, ex Hajduk Spalato, mancino che imposta e tira: giocava nella Croazia under 17 col fenomeno Halilovic (ora al Barça), tesserato a ottobre, a novembre era già da Pioli, per Lazio-Juve. Gigli, altissimo centrale della Fiorentina è sceso in campo col Real Madrid, sia pure in amichevole: era al Savio, storico club dilettantistico della capitale, Pantaleo Corvino arrivò prima di Roma e Lazio, in tempo per fargli vincere il campionato Giovanissimi. Anche Ivan De Santis è andato a fare i Giovanissimi lontano: il Milan lo scippò al Bari, Inzaghi lo ha portato sotto età sia con gli Allievi che in Primavera. Coi grandi non si è ancora affacciato, al contrario di due coetanei del 1997: Filippo Romagna, elegante difensore o centrocampista della Juventus che è andato in panchina sia con Conte che con Allegri, e Federico Dimarco dell’Inter ha fatto l’11 ottobre l’esordio in Europa League e 17 anni il 10 novembre, contro il Qarabag. Terzino sinistro, non molto alto, ma corre, tira e segna come un’ala: unico problema , sopravvivere all’inevitabile e pesantissimo paragone con Roberto Carlos.

CENTROCAMPISTI Se la nuova proprietà non riuscirà nel miracolo di salvare un Parma ultimo e penalizzato, a fine anno troveremo la Primavera in serie A: Mauri ci sta da tempo, Cerri è al Lanciano (infortunato), Yao all’Inter Primavera, dei punti fermi del ’96 che vinsero lo scudetto Allievi resta il centrocampista ghanese Nyantaki, poi tocca ai ’97. E il più bravo è Jeremie Broh Tonye, nato in Francia ma già cooptato dal centrocampo dell’Italia Under 18. Stessa età per Barella, centrocampista di regia del Cagliari: l’esonero di Zeman non è una buona notizia per lui, ma è in lista d’attesa da tempo, e ce la farà. Pugliese, esterno destro dell’Atalanta, grande protagonista all’Europeo Under 17 del 2013, ha esordito in Coppa Italia, gli manca solo di farlo in A. Come Palazzi, interno dai piedi buoni dell’Inter: Mazzarri lo ha lanciato col St. Etienne, ieri è subentrato col Psg. Sempre per la categoria centrocampisti centrali che sanno trattare il pallone, il bosniaco Modic del Milan, che non gioca più in Primavera per rafforzarsi muscolarmente e passare coi grandi, il napoletano Antonio Romano, a lungo nel giro azzurro, e il laziale Murgia, che gli sta togliendo il posto in Under 19: è quasi il cognato di Andrea Bertolacci (fidanzato con la sorella e attrice Nicole), ma anche un interno elegante e completo.

ATTACCANTI L’esordio di Mastour è scritto nelle stelle: doveva capitare già con Seedorf, che preferì evitargli una pressione schiacciante, quest’anno non glielo leverà nessuno. E magari toccherà anche a quello che prima di lui era la grande speranza milanista, Luca Vido, punta con piedi da trequartista. Solo questione di tempo anche per l’interista Puscas, già in nazionale maggiore romena, 14 gol nei primi due mesi di Primavera, 15 totali: la doppia cifra al termine del girone di andata è un traguardo centrato anche da Moncini (12 reti), che in caso di retrocessione del Cesena vedremo in A, dal camerunese Yamga (10) uno dei pochi rimasti dopo la smobilitazione del Chievo campione d’Italia, e dal laziale Palombi (11), che ha fatto l’ala per una vita, e grazie a Simone Inzaghi sta imparando i trucchi del centravanti. Li conosce bene Facundo Lescano, mollato dal Genoa e rilanciato dal Torino dopo una parentesi al Martina: nato a Buenos Aires, ha un nonno (Marzolini) che ha fatto due Mondiali con l’Argentina,e un passaporto italiano che potrebbe aprirgli le porte dell’Under 19. Per ora il c.t. Pane schiera Piu, esterno adattato come punta, bel fisico longilineo: è dell’Empoli, un marchio di garanzia. Come quello della Roma: Garcia ha già portato in panchina Daniele Verde, azzurro pure lui, un brevilineo che col destro crossa bene, e col sinistro centra l’incrocio da qualunque distanza. Chiusura col viola Minelli, fantasista o ala: con la Dinamo Minsk è subentrato a Cuadrado mandando subito in gol Marin. Che ora dovrebbe tornare al Chelsea, aprendogli lo spazio verso la Serie A.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - F. ODDI

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