Rassegna Stampa

Dalla guerra alla Champions La «coccinella» Zukanovic per Spalletti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-01-2016 - Ore 07:42

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Dalla guerra alla Champions La «coccinella» Zukanovic per Spalletti

GAZZETTA DELLO SPORT – CECCHINI - Da oggi in poi, forse, ci sarà una coccinella speciale che volerà sopra la Roma per proteggerla. In fondo Ervin Zukanovic è virtualmente figlio calcistico di un’animale che in genere è considerato un portafortuna. Tutto sommato, dopo tanti travagli, il difensore bosniaco si sta meritando la buona sorte degli ultimi tempi, tant’è che può considerarsi della Roma. Ieri in serata il difensore, ex Samp, è arrivato a Trigoria per parlare con Sabatini e chiudere un triennale che porterà ai blucerchiati 4 milioni: 1,5 per il prestito e 2,5 per l’obbligo di riscatto alla prima presenza. Oggi firme e visite.

«grazie roma» Zukanovic, che compirà 29 anni l’11 febbraio, arriverà per completare la difesa a disposizione di Spalletti, visto che Zukanovic può giocare sia da centrale difensivo, che da esterno sinistro. Insomma, addio Stoccarda, che è stato ad un passo dall’acquistarlo. «La trattativa è stata veloce. Quando ho saputo che la Roma mi cercava, non ho avuto dubbi», ha detto. Chissà se avrà ricordato la «Bubamara», la coccinella appunto, che lo ha accompagnato da quando era bambino. Ecco la storia: a 5 anni, durante la guerra nei Balcani, la sua famiglia si rifugiò in Germania, ma il permesso di soggiorno non fu esteso a tutti i membri del nucleo familiare e così furono costretti a tornare a Sarajevo già l’anno successivo, nel 1993. A quel punto entrò in scena Predrag Pasic, ex nazionale jugoslavo («ero un Beckham mancino», dice di sé) che mise in piedi un progetto folle: con la città sotto le bombe, creare una scuola calcio aperta a bambini di ogni etnia o religione. La notizia corse solo attraverso il passaparola ma la convocazione alla Skenderija, la vecchia Olympic Hall, funzionò: la «Bubamara» nacque e così lo stesso Pasic ha raccontato: «Più di quaranta di quei bambini sono poi diventati giocatori professionisti, 6-7 giocano a livello internazionale. E ora un «Bubamara boy», Zukanovic, è nel giro della Nazionale». Ma se Pasic non giocò neppure un minuto nel Mondiale 1982 a Ervin è andata peggio perché, per un intoppo burocratico, nel 2014 non ottenne il visto per gli Usa dove la Bosnia faceva la prima parte del ritiro e così fu tagliato all’ultimo momento. Un’amarezza per un giramondo come lui, che in carriera ha vestito le maglie di Zeljeznicar, Austria Lustenau, Velez Mostar, Sulzber, Uerdingen, Dender, Eupen, Kortrijk, Gent e Chievo. Il connazionale Pjanic gli ha già dato il benvenuto: «Lo aiuteremo».

PEROTTI & Co. Ma il mercato Roma non si chiude con Zukanovic. Per sbloccare la situazione Perotti, però, è necessario che Doumbia sia ceduto almeno in prestito. Dopo aver detto no a una proposta cinese e ad una degli Emirati Arabi l’attaccante ha rifiutato anche il Fenerbahçe: l’impressione è che punti i piedi per tornare al Cska. Da registrare poi lo stallo su Castan. nel caso (difficile) che il brasiliano partisse, allora potrebbe arrivare Tasci, classe 1989, centrale difensivo dello Spartak, che però desta perplessità per i problemi fisici accusati. Detto che Uçan è vicino al prestito alla Samp o al Fenerbahçe, Titoli di coda su Gerson e Alisson: il primo tornerà probabilmente in prestito al Fluminense, l’altro ieri ha detto: «Tra 15 giorni sarò della Roma».

 

 

 

Fonte: Gazzetta dello Sport - Cecchini

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