Rassegna Stampa

De Rossi a 6,5 milioni, il giocatore più pagato della Seria A - La Juventus al Top per gli ingaggi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-09-2013 - Ore 17:00

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De Rossi a 6,5 milioni, il giocatore più pagato della Seria A - La Juventus al Top per gli ingaggi

Sarà anche Capitan Futuro, ma in attesa della fascia (che per ora resta ancorata al braccio di Totti) Daniele De Rossi vive un presente da nababbo. Il centrocampista della Roma è infatti il calciatore più pagato della Serie A. Parliamo di stipendio netto, che nel suo caso si aggira sui 6,5 milioni all’anno. Prima di strabuzzare gli occhi, fermatevi un attimo. Perché la busta paga del Paperone del calcio italiano diventa piccola piccola di fronte ai numeri dei ricconi d’Europa. In tre (Ibra, Falcao e Messi) si mettono nel portafogli il doppio o addirittura di più di De Rossi. Si sa, il nostro campionato non è più l’El Dorado del pallone mondiale. Basti pensare che in tutta la Serie A i giocatori a toccare o superare quota 4 milioni netti sono 12 (oltre ai 10 che trovate sopra, ci sono anche il romanista Borriello e il milanista Mexes). Mentre nella sola rosa del Chelsea 2013-14 si arriva a 13. 

PIPITA D’ORO  Altro dato in evidenza: tra i nuovi volti della Serie A Gonzalo Higuain è il più ricco con 5,5 milioni netti a stagione e piomba al secondo posto nella classifica generale alle spalle di De Rossi. A Madrid, dove l’hanno salutato, si sono consolati con Bale, il giocatore più pagato tra quelli che in Europa hanno cambiato maglia in estate. Il gallese guadagna 11 milioni all’anno, esattamente il doppio del Pipita. A Napoli l’argentino avrà una busta paga comunque più corposa di quella del suo predecessore Edinson Cavani. Edi infatti si fermava a 4,5 milioni di base, anche se il titolo di capocannoniere e la Champions degli azzurri hanno poi fatto salire la remunerazione oltre i 5. 

SPALMATORE Al terzo posto in Italia c’è (ancora per poco) Diego Milito. Il Principe dell’Inter, così come il compagno di squadra Cambiasso, a breve spalmerà il contratto su più stagioni. E di certo in tasca non gli entreranno più gli attuali 5 milioni ogni dodici mesi. Che il podio dei più ricchi cambi di anno in anno è destino. A settembre 2012 i primi tre gradini della graduatoria erano occupati da Gigi Buffon, Daniele De Rossi e Wesley Sneijder. Il primo ha scelto di rinnovare con la Juventus a una cifra inferiore (da 6 a 4) pur di garantirsi altre stagioni in bianconero. Il terzo, invece, ha rifiutato la spalmatura proposta dall’Inter ed è emigrato in Turchia, al Galatasaray. 

“POVERO” MURRU  Giù dal podio ma comunque nella top ten Carlos Tevez (4,5 milioni netti, ma con bonus agevoli da raggiungere arriverà a 5,5), Francesco Totti ed Esteban Cambiasso. Il nuovo centravanti della Fiorentina Mario Gomez percepisce invece 4,2 milioni all’anno. I viola però ne dovranno scucire solo 3 (che poi al lordo sono quasi 6), perché gli sponsor contribuiranno con 1,2 milioni. Al Milan il nuovo tetto massimo nell’era post Ibra è fissato a 4 milioni: quanto guadagnano Balotelli, Mexes e Kakà. Mentre Robinho è sceso a 2,5 dopo il rinnovo di luglio. Una new entry nel club dei ricconi sarà presto Arturo Vidal, il cui rinnovo è praticamente già definito con la Juventus.In campo gli capiterà di incrociare il 19enne del Cagliari Murru. Titolare in Serie A come il cileno, ma con uno stipendio netto da 30 mila euro. Un altro mondo. Ma il terzino sardo non si crucci troppo: è giovane e bravo, i soldoni arriveranno anche per lui.

La Juve è sempre più sola al comando. Anche negli ingaggi. La campagna d’Europa e gli scudetti in serie giustificano una politica d’espansione che porta il club di Andrea Agnelli a spendere circa 115 milioni di euro lordi per la propria super-rosa. Marotta è riuscito a contenere questa voce al target dell’anno precedente. Tuttavia lo stacco con le rivali aumenta perché le milanesi, invece, proseguono la cura dimagrante. E proprio grazie al ridimensionamento di Inter e Milan si sgonfia l’intera Serie A. 

DIMAGRIMENTO L’indagine della Gazzetta nel 2011 fotografava una preoccupante impennata a 1.100 milioni di euro. Poi la scorsa estate c’era stata la discesa a 1.039,5 milioni e ora addirittura si è sotto la quota psicologica del miliardo (non succedeva dal 2009-10): 912 milioni. Siamo, comunque, alle stime perché la cospicua fetta dei bonus può essere solo ipotizzata. E comunque pesa sui conti di fine stagione. Piccoli passi si dirà, ma ugualmente significativi. Il costo del lavoro è una della patologie più gravi del nostro calcio. In media s’era toccato il 70% del fatturato e i ricchi contratti pluriennali delle star inducevano a prospettive ancor peggiori. Invece la recente diaspora dei campioni ha limato non poco i costi dei giocatori di prima fascia. Eppure quest’estate gli arrivi di giocatori importanti (Tevez, Higuain e Gomez su tutti) non ha alterato gli equilibri generali. 

L’ESEMPIO Prendiamo il caso del Milan. Via Boateng, c’è il surplus di Kakà, ma Robinho ha spalmato e altri contratti pesanti sono stati alleggeriti. Il risultato è un ulteriore passo indietro. Se nel 2011 il costo al lordo era di 180 milioni, poi, c’è stata la frenata a 120 e ora l’ulteriore discesa a quota 105. Tutto in virtù dell’agognato pareggio di bilancio. Anche all’Inter il contenimento è significativo. E presto anche Milito e Cambiasso spalmeranno. Ora il tetto lordo è a 95 milioni (come sono lontani i 180 di due stagioni fa). Certo, senza Europa sono scesi i premi, ma anche i ricavi. Ecco perché l’imminente arrivo di Thohir dovrà fare i conti con un rosso da minimizzare in fretta. Quindi il percorso di risanamento comporterà investimenti sempre più mirati e all’insegna dei giovani. Gioca una partita a sé il Napoli di De Laurentiis. Il sacrificio di Cavani è stato accompagnato da una serie di acquisti importanti. E costosi: anche allo voce stipendi. I contratti di Higuain, Albiol, Callejon e Reina pesano non poco. Così i costi generali sono aumentati e qui ancora non consideriamo il rinnovo di Zuniga. Ciò nonostante il totale resta ben al di sotto dei parametri delle big. In parallelo la Fiorentina ha seguito un percorso simile, con investimenti consistenti per le nuove star. Ma è una crescita fisiologica. Nel frenetico turn over della Roma è significativa anche la correzione al ribasso negli emolumenti. Eppure De Rossi resta il più pagato e Totti aspetta il rinnovo. 

TENDENZA Insomma il percorso intrapreso appare finalmente quello giusto. Ma è presto per sbilanciarsi in previsioni ottimistiche. La congiuntura resta difficile e la concorrenza internazionale spietata. Non basta risparmiare, per crescere serve trattenere anche le star: e quindi pagarle bene. Per tornare in alto qualche lusso bisogna pur permetterselo. L’importante è non sperperare.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: (Gazzetta dello Sport – M.Guidi)

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