Rassegna Stampa

De Rossi cuore della Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-03-2015 - Ore 08:02

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De Rossi cuore della Roma

Nell’ abbraccio liberatorio dopo i tre fischi di Damato c’è tutta la frustrazione di questa Roma, che non riesce più a giocare il suo calcio e porta via un successo da Cesena come fosse una finale di Champions. Contro la squadra di Di Carlo i giallorossi ci hanno provato, hanno creato anche delle occasioni, ma di fronte c’era il Cesena appunto. Serviva vincere in questo momento nel quale va tutto storto e i tre punti arrivati sul sintetico emiliano serviranno a Garcia & Co.per rigenerarsi e rimettere, soprattutto la testa, al posto giusto.

Decide il gol di De Rossi e anche questo potrebbe essere un buon segnale per un gruppo che torna a vincere dopo cinque partite, ma continua a fare una fatica enorme per monetizzare tutto quello che crea. L’abbraccio al terzo gol stagionale del centrocampista giallorosso è una sorta di liberazione contro un maleficio che è soltanto allontanato e non del tutto esorcizzato: ora due settimane piene per riportare la Roma ai livelli che merita e continuare a difendere con i denti un secondo posto fondamentale per la prossima stagione. Ma anche ieri, dopo il vantaggio, la Roma invece di chiudere i giochi ha subìto una sorta di involuzione facendo restare in partita il Cesena. Nel finale poi è riapparso quel «braccino» che aveva fatto scattare l’allarme più volte nel recente passato.

I passi falsi di Napoli e Fiorentina (ma sta arrivando anche la Samp) fanno sì che per il secondo posto sia sempre più una corsa a due tra la Roma e la Lazio, che anche ieri ha vinto e convinto. Un punto divide le due squadre della Capitale e alla ripresa i giallorossi avranno a che fare proprio con il Napoli.

Garcia fedele a quanto detto dopo il suicidio contro la Fiorentina cambia. Dentro Doumbia dall’inizio e prima da titolare per il giovane Uçan: una scelta per certi versi obbligata viste le squalifiche di Pjanic e Keita. In panchina, senza Totti rimasto a casa per problemi muscolari, finisce Iturbe. Il giovanotto turco a centrocampo non sfigura (se Pjanic è quello visto nelle ultime uscite molto meglio lui), dimostra personalità e non fa che aumentare il rammarico per un altro di quei giocatori mancati alla Roma nei momenti cruciali. Altro azzardo di Garcia in corso d’opera l’ingresso di Pellegrini, classe ’96 e quindi Ibarbo, che fin qui in campionato non aveva giocato nemmeno un minuto. Insomma il tecnico ha dato fondo a tutto quello che aveva e non solo dal punto di vista tecnico-tattico, ma anche da quello delle energie nervose: serviva a questa Roma un impulso positivo.

Il bilancio è una partita non bella, sofferta, ma nella quale almeno la Roma ha dimostrato di avere ancora un cuore. La sensazione è che per rivedere il bel gioco, le «bollicine» di inizio stagione ci sarà da aspettare: ma quello di Cesena è già un passo avanti. Piccolo, ma lo è.

 

Fonte: Il Tempo/T.Carmellini

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