Rassegna Stampa

De Rossi non si pone limiti: «Possiamo battere chiunque»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-06-2016 - Ore 07:44

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De Rossi non si pone limiti: «Possiamo battere chiunque»

IL CORRIERE DELLA SERA - TOMASELLI - La pioggia fitta e i 18 gradi di Coverciano aiutano gli azzurri a sentire meno la fatica. Ma chi non è abituato al metodo Conte — che divide allenatori e preparatori per la sua intensità — percepisce comunque la differenza nell’avvicinamento all’Europeo di Francia: «È il lavoro più duro che abbia mai fatto — dice Daniele De Rossi, 102 presenze in azzurro e 17 gol — e visto che alla Juventus era un’arma più potrebbe esserlo anche per l’Europeo: è un vantaggio da sfruttare. Questa Italia non parte favorita, ma ha orgoglio, organizzazione e punta molto sul lavoro fisico: potenzialmente possiamo battere qualsiasi avversario, dobbiamo trovare la consapevolezza e farlo per 7 partite». Il romanista si è guadagnato l’Europeo, sia per gli infortuni di Marchisio e Verratti, ma soprattutto per l’ottima impressione fatta, a partire dallo stage. Un rientro non certo banale per l’Italia: «Sono reduce da una stagione con alcuni infortuni, ma non mi sentivo così bene da tanto tempo. Il fatto di non essere sicuro del posto in Nazionale per me era una cosa nuova. Potevo essere un punto di domanda per il c.t. e ho dovuto fare un lavoro diverso di avvicinamento: anche la partitella del giovedì si è rivelata fondamentale per dimostrare quanto sto bene». De Rossi, come molti azzurri non ha giocato tutta la stagione con regolarità. Lui come Chiellini, a causa degli infortuni. Altri, come Zaza, Eder, Sturaro, Immobile, Sirigu, El Shaarawy perché sono stati a lungo in panchina. «Una cosa impensabile» per un azzurro di lungo corso come Demetrio Albertini. Che porta con sé un dubbio: potremmo essere più freschi di condizione in Francia grazie ad alcuni di questi giocatori o invece la loro mancanza di ritmo-partita sarà un punto a sfavore? «Se lo dicessi prima mi potrei esporre a cattive figure — osserva il romanista —. La realtà è che potrebbero essere valide entrambe le ipotesi. Ma come detto, ho fiducia sia della differenza che possiamo fare dal punto di vista atletico, che da quello tattico: il lavoro che fa Conte, anche con l’utilizzo dei video, mi fa stare bene: ti aiuta ad aiutare e a essere aiutato». Sembra un gioco di parole, ma è questo il tessuto che deve tenere assieme una squadra tecnicamente inferiore alle avversarie. Con un numero 10, Thiago Motta, maltrattato sui social network che si giocherà il posto di regista nel 3-5-2 proprio col romanista: «Chi si diverte a prendere in giro Thiago dovrebbe fare due palleggi con lui e pulirsi la bocca prima di parlarne — ringhia De Rossi —: lui ha vinto tutto coi club e speriamo vinca anche in Nazionale. Tecnicamente forse è l’unico che merita quella la maglia: è un maestro». Per De Rossi in fondo è un po’ come tornare a scuola. Ultima materia, psicologia: «Tutti puntano a motivare il gruppo, ma Conte riesce veramente a toccare certe corde. Ed è evidente che in questo momento sta picchiando sul tasto giusto, quello di un’Italia che tutti danno per sfavorita ma che può sorprendere. Nel giorno della festa della Repubblica posso dire che non siamo qui per salvare la patria. Ma abbiamo comunque una missione da compiere: fare squadra e ritrovare l’orgoglio. Nel calcio è più facile, ma dovrebbe essere così anche nella vita di tutti i giorni».

Fonte: Il Corriere della Sera - Tomaselli

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