Rassegna Stampa

De Rossi «Ora siamo una squadra vera e forte»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-09-2013 - Ore 08:45

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De Rossi «Ora siamo una squadra vera e forte»

«Scudetto? Siamo una squadra vera, siamo forti. Il nostro obiettivo è tornare in Europa e penso che lo raggiungeremo». In pieno stile Garcia, De Rossi non cade nel tranello di uscire allo scoperto. La Roma segna, vince, diverte, è prima in classifica ma meglio tenere i piedi ben saldi a terra: «Questa serata ha aggiunto punti e consapevolezza, non snobbiamo più le partite dopo un bel filotto di risultati come accadeva prima. Poi potrà capitare che qualcuna la sbaglieremo ma il gruppo gioca da squadra vera. Non ce la facciamo più addosso… In questi anni abbiamo preso qualche mazzata, il gusto della vittoria non ci passa certo dopo 5-6 partite». 

Con ieri sera, la Roma ha concluso 5 delle 6 gare in campionato con la porta inviolata: «Ho preso una ammonizione assurda sul 5-0 proprio perché ci teniamo a non subire reti. Quando c’è la migliore difesa è tutto più facile. La prima in classifica spesso è quella che prende meno gol, non quella che segna di più. Cosa mi ha spinto a tornare il miglior De Rossi? Niente, cerco di fare sempre il massimo – ribadisce – ma dico umilmente che devo essere aiutato e quest’anno non potrei avere aiutanti migliori dell’allenatore, dei miei compagni e del mio pubblico. Io guardo le mie di colpe, dove sono potuto mancare e sicuramente qualcosa avrò sbagliato. Devo continuare a fare meglio, il resto non mi interessa». Ma cosa è cambiato nella Roma attuale? Il nazionale azzurro prova a dare una spiegazione: «È un discorso di approccio, di stimoli e di organizzazione. La squadra sa quello che deve fare, il tecnico prepara la gara in un modo incredibile. Questo si vede sia in fase di possesso che di non possesso». Sabato arriva l’esame Inter, poi il Napoli: «Sì ma manca una vita alla fine. Saranno le due partite più difficili fino ad ora. Anche se gli avversari che abbiamo battuto non so se li batteranno tutti».

Fonte: (Il Messaggero – S.Carina)

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