Rassegna Stampa

De Rossi sceglie il cuore e la Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-08-2013 - Ore 11:00

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De Rossi sceglie il cuore e la Roma

Alla luce degli ultimi sviluppi di mercato, dobbiamo tornare a domenica scorsa, all’esordio vincente della Roma di Garcia a Livorno, e soffermarci su un particolare: al 20’ del secondo tempo Daniele De Rossi segna un gol bello e importante, per sé e per la squadra, e viene sommerso dall’abbraccio dei compagni e del nuovo allenatore. Qualche metro più su, nella tribuna centrale dell’Armando Picchi, Walter Sabatini si copre gli occhi, forse perché stravolto dalla sofferenza, o per disperazione. La disperazione di chi sperava ancora di vendere De Rossi, ma quel gol ha definitivamente convinto il ragazzo a restare? Non lo sapremo mai. Anzi, è prevedibile che questa lettura verrà smentita. Ma non cambierà la sostanza della questione e il senso di un rapporto difficile: De Rossi resta, nonostante i tentativi della Roma di venderlo. Forse è esagerato dire che vivranno da separati in casa, ma non possiamo nemmeno giurare che andranno d’amore e d’accordo. Tra il calciatore e alcuni dirigenti c’è disistima reciproca: a questa conclusione si arriva mettendo insieme fatti e indiscrezioni degli ultimi mesi, a cominciare dal caso più recente, il rifiuto di De Rossi al Manchester Utd.

Lui è sereno I tifosi romanisti saranno felici di sapere che il ragazzo, salvo ripensamenti dell’ultima ora, ancora una volta ha scelto con il cuore: l’offerta del Manchester lo ha fatto vacillare, ma dopo lunghe riflessioni ha preferito declinare, per amore della Roma e per non tradire la fiducia di Rudi Garcia. Nelle settimane scorse, il tecnico francese, appena ne ha avuto la possibilità, ha preso da parte il centrocampista, lo ha tranquillizzato, gli ha assicurato che gli avrebbe affidato il volante della squadra, esattamente come due anni fa fece Luis Enrique. De Rossi, che veniva da una stagione allucinante e, per la prima volta, pensava seriamente di lasciare Roma, in quel momento deve aver rivalutato la possibilità di restare. Le lusinghe del Manchester United sono arrivate troppo tardi, e il gol al Livorno ha fatto il resto.

La società meno Troppo tardi, sì. È per questo che Sabatini si sta mangiando le mani. All’inizio del mercato, la Roma pensava che cedere De Rossi sarebbe stato «l’affare del secolo », perché con una sola cessione avrebbe tagliato un bel po’ del monte ingaggi. Se il Manchester avesse bussato due o tre settimane fa, e non alla vigilia di Livorno, prima proponendo un prestito poi offrendo una decina di milioni, tutti si sarebbero seduti a trattare con più lucidità: De Rossi non avrebbe dovuto rendere conto a Garcia e la Roma ai tifosi per la quarta cessione eccellente dopo quelle di Marquinhos, Osvaldo e Lamela. Già, El Coco, una specie di figlioccio per Sabatini. Se il direttore sportivo giallorosso fosse riuscito a liberarsi dello stipendio monstre di De Rossi – con 6,5 milioni di euro netti a stagione fino al 2017 è il calciatore più pagato della Serie A! – l’argentino non sarebbe mai partito, ma la proposta dei Red Devils è arrivata quando Lamela era già con un piede e mezzo a Londra. Il che, comunque, non ha impedito a Sabatini di chiedere al Cagliari se Nainggolan era ancora sul mercato. Ma la decisione di De Rossi è arrivata prima della risposta di Cellino. Daniele e la Roma restano insieme. Per una felice e serena convivenza.

Fonte: Gasport

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