Rassegna Stampa

De Sanctis, 350 volte da leader

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-09-2013 - Ore 14:30

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De Sanctis, 350 volte da leader

Il pirata Morgan ha issato il suo vessillo sulla vetta del campionato e da lì non intende più ammainarlo. Soprattutto oggi che taglia un traguardo importante della sua carriera di calciatore: le 350 partite in serie A. Una cifra importante grazie alla quale è già diventato uno dei protagonisti della storia del nostro campionato, nel quale esordì appena ventunenne nella partita più odiosa per antonomasia per tutti i romanisti: Juventus-Lazio. Quel giorno, 6 dicembre 1998, difendeva la porta bianconera e uscì sconfitto per 1-0. Tutta un’altra storia rispetto a domenica scorsa, quando è uscito tra i trionfatori di un derby che, per dirla con Garcia, “ha rimesso la chiesa al centro del villaggio”. E che sarebbe finita così probabilmente lui se lo sentiva già prima della gara, quando è entrato in campo per il riscaldamento con una grinta e una determinazione che ha trascinato tutti i romanisti già presenti sugli spalti.

In quel momento è nata una simbiosi profonda tra il portiere e i suoi nuovi tifosi, da alcuni dei quali era stato pure accolto con scetticismo. Invece in queste prime cinque, vittoriose, partite del torneo ha dimostrato di essere ancora uno dei migliori portieri della nostra serie A. Certo, la squadra l’ha aiutato moltissimo, visto che è quella che ha subito meno tiri in porta del campionato, ma anche lui ci ha messo del suo. E ci riferiamo, ovviamente, a quella paratona su Gabbiadini compiuta mercoledì a Genova contro la Sampdoria quando la gara era ancora inchiodata sullo 0-0. Un riflesso da gatto (come spesso ne ha avuti in passato) grazie al quale ha reso meno insidiosa la strada verso la vittoria alla sua Roma, nella quale è entrato con tutto il carattere e la personalità che lo hanno sempre contraddistinto. Doti che probabilmente nello spogliatoio di Trigoria mancavano moltissimo negli anni passati, quando la porta era difesa dal silenzioso Stekelenburg, forte sicuramente, ma mai realmente in sintonia con l’ambiente. Anche per questo lui ha fallito, mentre De Sanctis ha avuto un avvio brillantissimo, con Garcia che lo ha anche inserito nel famoso consiglio dei saggi dello spogliatoio e che, se ricordate, è stato davvero il suo primo sponsor, visto che appena arrivato chiese subito un portiere di esperienza, che conoscesse il nostro campionato come le sue tasche e non uno alle prime armi o all’esordio in serie A. Così saltò la trattativa per il brasiliano Rafael e si puntò decisamente sull’allora numero uno del Napoli, ormai in rotta di collisione con la sua vecchia società. A distanza di due mesi pensiamo che nessuno, in casa Roma, si sia pentito della scelta allora effettuata per soddisfare le richieste di Garcia, che anche in questo ha avuto ragione. Nel giorno della sua 350° gara in A a De Sanctis non possiamo che augurarne altrettante, ma anche di entrare nel club dei romanisti più fedeli di tutti i tempi e in quello, ancora più ristretto, dei più vincenti. 

Fonte: Il Romanista

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