Rassegna Stampa

Decreto stadi: sicurezza, paghino i club

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-10-2015 - Ore 08:11

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Decreto stadi: sicurezza, paghino i club

IL MESSAGGERO - MANGANI - Hanno minacciato scioperi, lamentando bilanci societari in rosso. Hanno rinviato, preso tempo, sperando che non si facesse più niente. Ma ora, a distanza di un anno e dopo un paio di riunioni finite nel nulla, il decreto “stadi” verrà applicato anche nella parte che riguarda le misure di tipo economico a carico delle società sportive. I club dovranno versare una quota non inferiore all’1 per cento e non superiore al 3 per cento degli introiti complessivi derivanti dalla vendita dei biglietti e dei titoli di accesso emessi, per finanziare i costi sostenuti per il mantenimento della sicurezza e dell’ordine pubblico in occasione delle manifestazioni e delle trasferte. Soprattutto quei costi che il Viminale non riesce più a sostenere, viste “le penalizzazioni” della legge di stabilità, e che riguardano la copertura delle ore di lavoro straordinario e dell’indennità di ordine pubblico delle Forze di polizia. In poche parole, una quota di circa 25 milioni l’anno da intercettare al botteghino, dopo che si è deciso di depennare dal testo il prelievo coatto sulla totalità delle entrate, diritti tivù compresi. Insomma, decisamente meno di quanto stabilito inizialmente, ma che con il Giubileo in arrivo, e con la richiesta di lavoro extra-orario per le forze di polizia, è diventata più di un’emergenza.
L’URGENZATanto che il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha deciso che era venuto il momento di richiamare il mondo del calcio a un senso di responsabilità e ha indetto per domani mattina una riunione alla quale parteciperanno l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, la Federcalcio e le Leghe di A, B, e Legapro. È facile immaginare che il capo del Viminale troverà ancora una volta un muro di no da parte dei club che contestano il nuovo balzello, e contestano anche il fatto che dovranno occuparsi di pagare per la sicurezza dentro e fuori lo stadio, sebbene poi siano altri a decidere dove e a quanti poliziotti far fare lo straordinario. «Che c’entriamo noi con la sicurezza fuori dagli impianti? Non dovrebbe essere già contemplata nelle tasse? - aveva reagito la lega di A - Già ci occupiamo degli steward». Anche se Alfano, questa volta, sembra orientato ad andare avanti rapidamente.
IL GOVERNOLa decisione del prelievo da 1 al 3 per cento sugli introiti dei biglietti era stata presa dal Governo, subito dopo gli scontri avvenuti fuori e dentro gli stadi. Troppo impegno da parte delle forze dell’ordine e troppi straordinari da pagare per seguire i club nelle trasferte, gli ultrà nei loro viaggi ad alto rischio. Tanto che il premier Matteo Renzi, in un tweet, aveva sottolineato che «gli straordinari devono essere pagati dalle società di calcio, non dai cittadini». E così la politica ha tirato dritto. Le misure sono state sostenute dall’onorevole Emanuele Fiano, responsabile della sicurezza del Pd, che ora dice: «Ho proposto la questione perché ho percepito che, in un comparto che ha subito tanti tagli, si sentiva il fortissimo sforzo da parte delle forze dell’ordine, già molto impegnate sull’immigrazione. E in un mondo con introiti significativi, come quello del calcio, mi è sembrata una giusta soluzione».

Fonte: IL MESSAGGERO - MANGANI

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