Rassegna Stampa

Derby, agenti a cavallo e metal detector

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-04-2016 - Ore 06:20

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Derby, agenti a cavallo e metal detector

LA REPUBBLICA - GIANNOLI - Per Roma sarà la prima volta. Domani, allo stadio Olimpico, debutteranno per il derby poliziotti e carabinieri a cavallo: reparti speciali addestrati per l’ordine pubblico che nella capitale non si erano mai visti. Torneranno invece, in una riedizione di quanto già accaduto da Lazio-Palermo del novembre 2015 in poi, in occasione di alcuni blindatissimi match, i metal detector portatili per controllare a campione vestiti, zaini e borse degli ultras della stracittadina. E poi bonifiche antiterrorismo, blocchi stradali “a soffietto” e riprese con gli smartphone tutto attorno allo stadio e durante le operazioni di filtraggio dei tifosi: immagini che verranno trasmesse in diretta alla Questura come accade nei cortei.

Il piano sicurezza per il derby è stato messo a punto ieri mattina a San Vitale. E sarà particolarmente rigido perché se è vero che la vendita dei biglietti è stata un flop e lo “sciopero” del tifo rischia di lasciare l’Olimpico semi-deserto, la minaccia del terrorismo impone controlli rigorosi. In un weekend che, tra l’altro, si annuncia difficile sul piano della gestione già da oggi: alle 9 un corteo sindacale sfilerà dall’Esquilino a Santi Apostoli; nel pomeriggio inizierà il Giubileo della Spiritualità della Divina Misericordia che vedrà decine di migliaia di pellegrini arrivare a San Pietro per due incontri con Papa Francesco (uno oggi e l’altro domattina) e poi girare da turisti per la città eterna.

Saranno più loro, i fedeli, dei tifosi allo stadio, visto che le due Curve, Sud e Nord, hanno deciso di riunirsi per seguire la partita fuori dall’Olimpico: i romanisti nel quartier generale di Testaccio, i laziali nella roccaforte di Ponte Milvio. La protesta va avanti nonostante i ripetuti appelli al rientro sugli spalti. L’ultimo, in ordine di tempo, arriva da ben oltre il Gra. «Stadio Olimpico: no ai muri interni alle curve delle tifoserie. Sì al gioco pulito e allo sport vissuto con gioia tra tifosi, famiglie e squadre» ha scritto ieri il leader del Carroccio Matteo Salvini.

Per il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, la posizione resta quella iniziale, dell’agosto scorso: «Per noi c’è una sola via d’uscita: i tifosi tornano in curva erispettano le regole. Se è così, le barriere si tolgono. Ma poi - avvisa - si possono anche rimettere ».

La minaccia che preoccupa di più arriva però da fuori: «Non abbiamo ricevuto allarmi specifici ma non possiamo abbassare la guardia - spiega il prefetto -Ma dire che questa città è insicura... Io viaggio senza macchina blindata e spesso a piedi e tutta questa insicurezza non la percepisco. Roma - chiosa - non è Sodoma e Gomorra».

 

Fonte: LA REPUBBLICA - GIANNOLI

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