Rassegna Stampa

Derby fra rigore e veleni Roma vola, la Lazio non c’è

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-11-2015 - Ore 06:53

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Derby fra rigore e veleni Roma vola, la Lazio non c’è

GAZZETTA DELLO SPORT - LICARI - E se il rigore, e se la traversa. Ma alla fine c’è solo la Roma. Del fallo fuori area su Dzeko si parlerà inevitabilmente a lungo. Idem della gestione non impeccabile di Tagliavento e del tiro di Anderson. Se però la Lazio avesse voluto costruirsi un alibi per lo 0-2 avrebbe avuto quasi una partita per farlo, così da poter imprecare contro sorte e arbitro. Invece la Roma — gran collettivo e i due fenomeni di giornata Gervinho e Nainggolan — s’è presa facile il derby (il primo con undici stranieri e le curve in sciopero) e i tre punti che la tengono appiccicata a Inter e Fiorentina. Se non s’inserisce la Juve, lo scudetto diventa gioco a quattro considerando anche il Napoli. E i giallorossi, per fame e senso di squadra, non sono quelli messi peggio. 
NIENTE LAZIO Roma facile facile perché, diciamola tutta, non c’è stata reazione laziale, neanche rabbia per il torto subito. Solo cattiveria quando tutto era ormai perduto, più la traversa di Anderson. Sarebbe meglio dire che non c’è stata Lazio: timida, troppo lontana dall’area romanista per far paura, senza manovra una volta spento Biglia. Se 10 successi e 8 k.o. in 19 gare stagionali significano qualcosa, è che non c’è equilibrio [...] Ma è peggio il «dopo» che sa tanto di compensazione: a Gentiletti prima, a Lulic in seguito, sono risparmiati due «rossi» evidenti anche a velocità reale. Tagliavento va nel pallone. E comunque è la Roma quella che sembra in svantaggio per come aggredisce subito (7° gol nei primi 15’), fa girare la palla pur concedendo l’inutile possesso alla Lazio (55%), sfiora il raddoppio con il palo di Nainggolan e il quasi palo di Dzeko, e infine, al 18’ s.t., mette a segno il match-ball con il gran gol di Gervinho su lancio «alla» Pjanic di Nainggolan [...] Prepotente, lucido e mai falloso: dall’ennesima iniziativa personale parte il lancio che spacca la difesa laziale e scatena l’ivoriano verso un gol per niente banale. Gervinho va al doppio della velocità di qualunque laziale e copre tutto il campo: non c’è contromisura. Ma quei due non sono tutto: la Roma si chiude e poi riparte in gruppo, lunga e stretta, sviluppando un gioco sul canale centrale che teoricamente lascerebbe alla Lazio spazio sulle fasce. Né Candreva (fiacco) né Anderson (a corrente alternata) ne approfittano. Inoltre andrebbero innescati da un centrocampo che però è tutto nelle mani di Garcia. 
SUPERCENTROCAMPO Una superiorità imbarazzante nel reparto, pur senza lo squalificato Pjanic. Garcia ha ragione a lanciare dal 1’ Vainqueur per sbarrare la difesa, ce ne fosse mai stato bisogno. Nainggolan fa per due e Falque è così al servizio della squadra che dopo 20’ si trasforma da mezzala a «finto» 10 (da 4-3-3 a 4-2-3-1) per chiudere Biglia tagliando ogni rifornimento ai compagni sperduti. La condizione precaria di Parolo e la sciagurata corsa di Lulic, che più si lancia più scopre il mezzo sinistra, fanno il resto. Anche la difesa è molto più insicura di quella giallorossa: Manolas e Rüdiger sono blindati, la coppia Mauricio-Gentiletti è graziata dall’assenza di Salah ma va in ginocchio per il gran movimento di Dzeko e l’ira di Gervinho [...]

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - LICARI

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