Rassegna Stampa

Derby mai visto: Roma-Lazio senza curve

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-11-2015 - Ore 09:20

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Derby mai visto: Roma-Lazio senza curve

GAZZETTA DELLO SPORT – STOPPINI -   «Io non sono serenissimo», dice uno. «Ma la preoccupazione nel suo ruolo non ci deve essere mai, trasmette negatività», fa l’altro. Il tema scotta, se il Prefetto Franco Gabrielli e il Commissario di Roma Francesco Paolo Tronca si distanziano un filo, perdonateli (forse). Perché il derby e la questione sicurezza riempiono tutto, a Roma, in queste ore. C’è il pieno di allarmi suonati come una sirena della polizia in un convento. C’è un Olimpico inedito, per una sfida tra Roma e Lazio. Le società ufficialmente parlano di 35 mila presenze, ma un conteggio approfondito racconta altro: sì e no si toccherà quota 25 mila paganti. Il perché è annunciato da settimane. I dettagli sono stati affrontati nelle riunioni al Gos prima e in Questura poi: mille saranno gli agenti impegnati domani fuori dallo stadio, perché è lì che Gabrielli ha concentrato le sue preoccupazioni. 

La situazione Ricapitolando: curva Sud e curva Nord saranno per la stragrande maggioranza vuote, domani alle 15. I motivi sono risaputi, ci sta dentro la contestazione degli ultrà alla decisione del Prefetto Gabrielli di ridurre la capienza dei due settori con l’inserimento delle barriere divisorie. Il risultato pratico è uno scenario mai visto: Dzeko e Felipe Anderson giocheranno in un teatro. Dei due settori entreranno al massimo 2mila spettatori ciascuna. Per dire: la Lazio ha venduto solamente 2.700 tagliandi, di cui 100 di Monte Mario e 300 di Nord. La Tevere al massimo ospiterà 8mila persone, per un totale — al netto di tagliandi omaggio che a queste latitudini si negano a pochi — che difficilmente supererà le 25mila presenze. Aria di record negativo: nessun derby di campionato all’Olimpico ha avuto così pochi spettatori. 
L’allarme Ma dopo l’aspetto pratico, c’è l’allarme. Cosa faranno gli ultrà «scioperanti»? Decideranno, magari per una clamorosa forma di protesta comune, di riunirsi fuori dallo stadio durante il match? È quello che teme, almeno ufficialmente, Gabrielli: «Confido che alla fine possa prevalere il buon senso — ha detto —, ma non sono serenissimo. Stiamo prendendo in considerazione il fatto che possano esserci degli incidenti. Se sarà così, la risposta sarà repressiva. E di derby senza curve ne vedremo molti altri». È un avvertimento, ecco la chiave di lettura: Gabrielli ha voluto mandare un messaggio forte e chiaro agli ultrà. Ma negli ambienti investigativi a ieri sera non c’era sentore alcuno di manifestazioni dimostrative organizzate al di fuori dell’Olimpico. Anche se gli ultrà di Roma e Lazio ormai da tempo non sono più accomunabili sotto un’unica bandiera. Altrimenti, sarebbe impossibile — e invece è accaduto — raccontare di alcuni rappresentanti di curva Sud e Nord che in settimana si sono ritrovati in un pub del quartiere Monti immaginando possibili azioni dimostrative. Il pericolo è legato ai «cani sciolti». Ancor più delle azioni organizzate. Ancor più delle infiltrazioni — tutto sommato contenute — di tifosi stranieri: 20 ultrà del Wisla Cracovia, altrettanti del West Ham, 5 (cinque) del Real Madrid, tutti gemellati con la Lazio. Che cosa vengono a fare? È la risposta degli ultrà a Gabrielli: tu mi mandi un messaggio, io porto qui i miei amici pronti a «giocare», semmai dovesse cominciare una partita anche fuori dallo stadio. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT – STOPPINI

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