Rassegna Stampa

Derby, sale la febbre. Olimpico blindato per due cortei ultrà

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-09-2013 - Ore 11:15

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Derby, sale la febbre. Olimpico blindato per due cortei ultrà

Il giorno è arrivato e si sta cercando di non lasciare nulla al caso. Dopo gli scontri nel derby di campionato dello scorso aprile, la Questura ha fatto scattare con largo anticipo le misure di sicurezza per l’incontro Roma-Lazio di domani pomeriggio all’Olimpico (inizio ore 15). C’è un obbiettivo su tutti: evitare qualsiasi contatto tra le tifoserie. Ma i rischi non mancano. Alcuni gruppi di ultrà, giallorossi e biancazzurri, marceranno verso lo stadio dopo essersi dati appuntamento ognuno nel suo «territorio». Ponte Duca d’Aosta, presidiato in forze da poliziotti e carabinieri, farà da spartiacque. Qualche scintilla, però, potrebbe scapparci. I romanisti vengono esplicitamente «invitati» ad accedere allo stadio dal lato di piazzale Clodio, i laziali da quello di Ponte Milvio e della Farnesina.
CANCELLI APERTI ALLE 12 –  I cancelli dell’Olimpico verranno aperti «attorno a mezzogiorno». Ma il Gos (Gruppo operativo sicurezza), guidato da Bruno Failla, che è anche dirigente del commissariato Prati, potrebbe decidere un leggero anticipo o un piccolo posticipo in base all’afflusso. I controlli sono in corso da ieri sera. Polizia e carabinieri, anche in queste ore, continuano a perquisire le sponde del Tevere, gli Orti della Farnesina e la boscaglia di Monte Mario dove gli ultrà potrebbero nascondere bastoni, bottiglie e altri armamentari utilizzabili in caso di tafferugli.
È la prima volta dopo tre stagioni che un derby si gioca con la luce del giorno. L’esperienza dello scorso aprile – partita in notturna e scontri all’esterno favoriti dall’oscurità – ha lasciato il segno. Ma l’inizio alle 15 di quest’anno in fondo è stato stabilito dalla Lega Calcio con i calendari. L’unica differenza è che stavolta nessuno ha chiesto il posticipo serale. Eppure le notturne, nel 2011 e nel 2012, sono state un’abitudine. Tanto che l’ex questore di Roma, Francesco Tagliente, in un clima costruito con pazienza, riuscì a portare sugli spalti della stracittadina anche cinquemila bambini in assoluta sicurezza.
IL PREFETTO: «GENOVA INSEGNI» –  Ieri in Prefettura e in Questura ci sono state due riunioni sulla sicurezza. Nella zona dell’Olimpico verranno dislocati circa mille uomini.Un elicottero sorveglierà la situazione dall’alto e in questo la luce del giorno aiuterà. Ci saranno reparti di rinforzo sia nella zona di Ponte Milvio sia nell’area di piazza Maresciallo Giardino. Attorno allo stadio ci sarà una zona definita di «pre-filtraggio» dove i tifosi verranno controllati ed eventualmente perquisiti.
Il clima, secondo la Questura, «non sembra incandescente». «Non si avvertono particolari tensioni – conferma il Prefetto Giuseppe Pecoraro – Le due squadre stanno andando bene. Magari qualcuno non avrà dimenticato il derby di Coppa Italia vinto dalla Lazio: ma lo sport è così. Spero che i tifosi prendano esempio da quello che è accaduto a Genova pochi giorni fa. Sampdoriani e genoani sono andati tutti insieme allo stadio in modo gioioso e hanno vissuto una bellissima giornata. Si può fare». Anche dal Campidoglio, dove ieri il sindaco Marino ha incontrato due giocatori (Bradley ed Ederson), è arrivato un appello: «No alla violenza e no al razzismo».
PRE-PARTITA A RISCHIO –  Ma il pre-partita non sembra privo di rischi. Gli ultrà delle opposte tifoserie hanno deciso di ritrovarsi prima dell’apertura dei cancelli per poi marciare verso lo stadio. I laziali si sono dati appuntamento a Ponte Milvio. I romanisti vogliono partire da piazzale Clodio e percorrere almeno un chilometro attraversando piazza Maresciallo Giardino e la zona del Foro Italico. I cortei non sono autorizzati dalla Questura e i due gruppi partono da punti diametralmente opposti. Teoricamente non c’è alcuna possibilità di un incontro perché a ponte Duca d’Aosta e all’Obelisco ci sarà lo sbarramento delle forze dell’ordine. Ma quando c’è di mezzo il calcio mai si può dire mai.

Fonte: Il Messaggero

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