Rassegna Stampa

Destro atto secondo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-06-2013 - Ore 10:15

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Destro atto secondo

IL MESSAGGERO (S. CARINA) - Fiore all’occhiello della campagna acquisti dello scorso anno, Mattia Destro ha mantenuto solamente in parte le aspettative (11 reti in stagione ripartite 6 in 21 presenze in campionato, 5 in altrettante gare in Coppa Italia). L’asta che si è scatenata per averlo, ha fatto in modo che la Roma lo strapagasse. Una valutazione finale – 16 milioni – che più di una volta ha dato la sensazione di rappresentare per l’attaccante un macigno psicologico.

BIGLIETTO DA VISITA 
E pensare che si era presentato con delle credenziali a dir poco lusinghiere. Prima dell’esplosione in questa stagione di El Shaarawy, Destro – almeno in Italia – godeva di un record che in pochi conoscono. I suoi 12 gol segnati al Siena due anni fa, nella stagione che lo ha visto passare dai 20 ai 21 anni, gli valevano il secondo posto negli ultimi 50 anni della serie A. Meglio di lui, così giovane, nella massima serie era riuscito a fare solamente Roberto Bettega nel 1970-71 con 13 reti (e ora il Faraone milanista con 16). Destro è riuscito dunque a mettere in fila campioni del calibro di Riva (1964-65, 9 gol), Totti (1996-97, 5 gol), Pulici (1970-71, 3 gol), Del Piero (1994-95, 8 gol), Vialli (1984-85, 3 gol) e Balotelli (2010-11, 6 gol). Se è vero che Paolo Rossi alla stessa età con il Perugia ne segnò 21 e Roberto Pruzzo di reti con il Genoa riuscì a segnarne 18, entrambi lo fecero però in serie B.

PROBLEMI 
Un gol in amichevole con l’Aris sembra il prologo ad una stagione trionfale. Ed invece è l’inizio delle difficoltà. Prima tattiche (Zeman vorrebbe schierarlo a destra nel tridente) poi di concorrenza con Osvaldo fino ad arrivare a quelle di confidenza con la porta avversaria. Il centravanti riesce a sbloccarsi solamente il 4 novembre contro il Palermo ma l’esultanza con la maglia sul viso, essendo già ammonito, gli vale l’espulsione e l’esclusione dal derby. Forse questa è la fotografia della sua annata. Dopo la parentesi di Siena il 2 dicembre (doppietta) ritrova inizialmente un po’ di continuità (a segno contro Atalanta, Fiorentina e Inter in coppa) che fa finire nel dimenticatoio qualche errore di troppo sotto porta (trasferte di Catania e Napoli). Ci si mette anche la sfortuna: a fine gennaio si opera al menisco esterno e sta fuori due mesi. Al rientro sono proprio le serate in coppa Italia che lo aiutano a tenere alto il morale. Se in campionato anche Andreazzoli gli preferisce spesso Osvaldo (va comunque a segno contro Pescara e Napoli), le due reti nella semifinale di ritorno contro l’Inter, gli regalano finalmente un sorriso, spento dalla sconfitta del 26 maggio.

RIVINCITA 
È comunque da queste prestazioni che Destro deve ripartire. Non certo dalle panchine con l’Under 21 all’Europeo di categoria o dalla disastrosa prova contro la Norvegia. Se riuscirà a liberarsi del fantasma di Osvaldo (che però ha rifiutato la destinazione del Southampton) sarà – Totti permettendo – l’unico centravanti a disposizione di Garcia. Stavolta non avrà più giustificazioni. Il prossimo, dovrà essere il suo anno. Servirà iniziare bene il ritiro dove probabilmente invece la sua partenza sarà ad handicap. Il ginocchio sinistro (quello operato) continua a dargli fastidio. La visita medica prima di partire per le vacanze ha evidenziato come al suo ritorno il calciatore dovrà effettuare un lavoro personalizzato per poi aggregarsi al gruppo. Tuttavia la sensazione è che oltre dal punto di vista fisico, il centravanti vada recuperato soprattutto da quello psicologico. La palla, quindi, passa a Garcia. 

 

 

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