Rassegna Stampa

Destro diventa un caso: è gelo con la società. Astori out, Manolas c’è

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-10-2014 - Ore 09:13

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Destro diventa un caso: è gelo con la società. Astori out, Manolas c’è

Forse è quasi meglio non avercelo il tempo per pensare a che effetto faccia stare di nuovo in cima. Di certo la Roma non riesce a godersi il primato ritrovato mercoledì sera contro il Cesena: colpa della questione Destro, il centravanti scontento che dopo il quarto gol nelle ultime 4 gare da titolare ha mugugnato dalla pancia dell’Olimpico: «Gioco poco? Garcia fa le sue scelte, io prenderò le mie decisioni». Un po’ come dire di voler riflettere sul proprio futuro. Per la verità chi lo conosce lo racconta anche pentito dello sfogo, quasi spiazzato dalla portata che avevano avuto le sue parole. Con Garcia pare abbia scambiato qualche parola ieri, nel pomeriggio a Trigoria, dopo una chiacchierata telefonica con l’agente. Nessun colloquio invece con il ds Sabatini, e forse è proprio questo il punto della questione: se Destro vuole riflettere, anche la Roma lo farà. Anzi, è proprio il club — dopo le parole decisamente a sproposito dell’attaccante, visto l’aggancio in vetta alla Juventus — a fare valutazioni per il futuro. Di ritrovarsi ostaggio dei capricci dei tesserati la società non ha alcuna voglia. I problemi di Rudi Garcia sono altri. Intanto la trasferta di Napoli, sabato: mancherà Astori, alle prese con un guaio muscolare al flessore — si teme una lesione — che lo terrà fuori almeno due settimane. Proverà invece a esserci Manolas, nonostante un colpo al ginocchio sinistro. Per Maicon appuntamento mercoledì contro il Bayern. Stasera la squadra arriverà a Napoli con un volo charter e alloggerà a due passi dallo stadio. Scelte imposte dalla questura di Napoli che, in assenza di tifosi romanisti, teme che obiettivo di possibili esagitati in cerca di vendetta dopo la morte di Ciro Esposito possano diventare i giocatori. I club avevano pensato di portare i bambini delle due squadre allo stadio come segno di fratellanza. Il clima teso ha imposto di evitare.

Fonte: LA REPUBBLICA - PINCI

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