Rassegna Stampa

Di Livio e Candela ex da corsa “Allo Stadium giochiamo così…”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-01-2014 - Ore 08:07

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Di Livio e Candela ex da corsa “Allo Stadium giochiamo così…”

I loro Juventus-Roma li hanno giocati tutti di corsa. Angelo Di Livio e Vincent Candela non si sono mai tirati indietro, dando vita a sfide all’ultimo respiro. Da avversari, ma mai nemici. «Ricordi Vincent? Per sdrammatizzare scendendo in campo ti dicevo: “Oggi vai piano”». «E io ti rispondevo, “Vai più piano tu. Soldatino era inesauribile ».

Vigilia e nervi Uno degli aspetti più complicati da gestiste è quello nervoso. ADL: «Io non riuscivo mai a dormere nelle vigilie». VC. «A chi lo dici. Solo che con la serale puoi riposare al pomeriggio, se ci riesci…».
ADL: «Tante pressioni e rivalità. Però credo sia il caso di chiudere le polemiche su Calciopoli. La Juve ha pagato, voltiamo pagina. Gli hanno tolto due scudetti e sul campo era la squadra più forte». VC: «Ma se sei più forte e ti danno gli aiuti… Ci sono state diverse sentenze in merito. Comunque sono d’accordo, chiudiamo questo discorso».
ADL: «Io ero bersagliato di insulti dai tifosi, perché romanista. Mi consideravano un “traditore”. Però contro la Roma giocavo bene perché speravo che mi riprendessero, visto che venivo da quel vivaio».

Mentalità VC: «Non c’è dubbio che sotto il profilo della mentalità la Juve sia un passo avanti. E’ più abituata, sa gestire meglio l’aspetto nervoso. Anche se questa Roma mi piace molto e sono curioso di vedere come finirà un confronto fondamentale nella crescita del gruppo di Garcia». ADL: «Juve più forte soprattutto a centrocampo. Hanno speso solo 12 milioni per Vidal e hanno una mediana competitiva a livello internazionale. Questo significa che la società ha lavorato bene. Poi Pogba è un giocatore fenomenale».

L’avversario da togliere VC: «Sono d’accordo, infatti se c’è un giocatore che toglierei alla Juve è proprio Pogba. Ecco, se mentalmente vedo i bianconeri un passo avanti, sul piano tecnico ritengo i giallorossi superiori.Nei confronti uno contro uno, prenderei solo Pogba e terrei gli altri della Roma». ADL: «Io ai giallorossi invece toglierei Gervinho. L’ivoriano può spaccare la partita, in campo aperto è micidiale».

Tecnici e filosofie Conte e Garcia: percorsi diversi per plasmare un gruppo vincente. ADL: «Antonio come mentalità somiglia a Lippi. E non sembri strano il suo essere duro sul lavoro. Perché non è un controsenso ma chi più gioca ha più bisogno di allenarsi. Garcia è stato bravissimo negli aspetti psicologici e a ridare un ordine tecnico e tattico alla squadra. Per gli equilibri che ha saputo dare, mi sembra possa essere paragonato a Capello». VC: «Su una cosa ti do ragione, Angelo, avendo seguito Garcia nel ritiro estivo e poi a Trigoria. Lui cura ogni particolare e fa sentire for tissimi, in gruppo, i suoi giocatori. Proprio come riusciva a fare Capello ai tempi della mia Roma. Ma solo il tempo dirà se Conte e Garcia potranno valere due grandissimi come Lippi e Capello. Tornando al francese gli indizi sono chiari: far vincere il titolo al Lille, in Ligue 1, dopo 56 anni non era semplice. Lui cura ogni particolare, ogni giorno in ogni allenamento. Poi quello che arriva all’esterno sono le frasi ai media, anche quelle mai improvvisate. Ma lui è sempre così in ogni momento che allena e questa fiducia, questa attenzione è avvertita dai giocatori».

In panchina E’ il momento delle scelte, i nostri protagonisti diventano allenatori. ADL: «Io schiererei un 4312, perché lasciare fuori Marchisio mi pare un lusso. Rinuncerei ad Asamoah, lasciando Chiellini a sinistra. Con un uomo fra le linee come Marchisio la Juve potrebbe scardinare la grande forza della Roma, che sta nei centrali difensivi e nella copertura che assicura De Rossi. E poi mi aspetto di vedere Ljajic in campo. Strategicamente importante ». VC: «Io ripartirei col 433. Il 4231 tornerà utile in altre occasioni. Serve “allargare” la difesa juventina col tridente. E qui Angelo, dissento su una cosa. Gervinho è forte, ma resta fondamentale Totti. Se sta bene può fare quel che vuole e lanciare sulla corsa gente come l’ivoriano o Florenzi. Diversamente dove correrebbero questi? Francesco non mi sorprende vederlo così a 37 anni. Ha l’entusiasmo di un bimbo ed è il più intelligente di tutti».

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Nicita

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