Rassegna Stampa

Di Martino manda a processo Conte «L’allenatore deve impedire l’illecito»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-07-2015 - Ore 07:44

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Di Martino manda a processo Conte «L’allenatore deve impedire l’illecito»

CORRIERE DELLA SERA - Come allenatore, Antonio Conte era obbligato a vigilare su quanto combinavano i propri giocatori. Lo scrive nelle sue richieste di rinvio a giudizio depositate il 29 giugno il procuratore di Cremona Roberto Di Martino. Il riferimento del pm è agli obblighi contrattuali sottoscritti tra gli allenatori e la Figc che impongono ai tecnici di «sorvegliare la condotta morale e sportiva dei calciatori»; e poi di «mantenere una condotta conforme ai principi di lealtà, correttezza e probità». Invece Conte «contribuì all’alterazione del risultato sportivo quanto meno non impedendo l’evento illecito». 
Così viene spiegata la richiesta di rinvio a giudizio per il c.t. che, com’è noto, deve rispondere di frode sportiva per la gara Albinoleffe-Siena (1-0, 29 maggio 2011), mentre ha visto archiviata la sua posizione per l’altra partita inizialmente contestata Novara-Siena. Non per qualcosa che ha fatto, ma per qualcosa che non ha fatto, dunque. Per gli avvocati di Conte Francesco Arata e Leonardo Cammarata è un importante cambio di prospettiva: «Siamo molto perplessi e stupiti da questo cambio di impostazione dell’ultimissima ora e rammaricati del fatto che questa ulteriore elaborazione giuridica costringerà, dopo quattro anni di esposizione mediatica negativa, ad attendere ancora alcuni mesi prima di vedere finalmente riconosciuta la verità». La possibilità di uscire dal giudizio prima dell’inizio degli Europei di giugno 2016 è in dubbio: l’udienza preliminare sarà fissata tra dicembre e gennaio e anche la scelta del rito immediato potrebbe non garantire celerità. 
Compreso quello di Conte, nella richiesta di rinvio a giudizio ci sono 104 nomi (altri nove saranno raggiunti a breve, tra questi Stefano Bettarini che ha un’imputazione in più). Non tante le sorprese: chiesto il processo per Stefano Mauri, la cui posizione è stata aggravata dagli interrogatori di Ilievski, per Beppe Signori, per Sergio Pellissier (coinvolto per Chievo-Catania 1-1, 21 marzo 2010) e per Cristiano Doni. L’ex dell’Atalanta parla in chat di un «mister», che costa la richiesta di rinvio a giudizio anche a Stefano Colantuono (archiviato invece il ds Zamagna). Le partite oggetto d’imputazione sono 60, ma quelle in aria di combine sono 200: 8, però, del 2009, sono già state raggiunte dalla prescrizione (tra queste c’è Napoli-Chievo). Ieri il procuratore Figc Stefano Palazzi ha telefonato a Di Martino: il caso più urgente è quello dell’Atalanta che rischia ancora per Colantuono, mentre, quando avrà ricevuto le carte su Ilievski, Palazzi dovrà decidere se riaprire il procedimento su Lazio e Mauri. Chiuse le indagini del filone tennis: 6 indagati per associazione a delinquere, tra cui Starace e Bracciali . 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA

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