Rassegna Stampa

Difesa d’acciaio e parole da leader “Ma non basta”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-02-2014 - Ore 08:44

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Difesa d’acciaio e parole da leader “Ma non basta”

Inesorabile. È questo l’aggettivo che viene da accostare a questa Roma che per 16 volte in campionato (più due in Coppa Italia) termina una partita senza prendere gol. Un record, finora, se consideriamo i maggiori campionati europei. E il «front man» di questa difesa è senz’altro Benatia, che finisce la gara col Bologna chiedendo (addirittura) più fame e «confrontandosi » pure con Nainggolan. «Abbiamo vinto, però dobbiamo essere più cattivi e ci sono state piccole imperfezioni di cui dobbiamo parlare nello spogliatoio. Anche se abbiamo vinto non è stato tutto perfetto. Certo, avevamo molti terzini fuori ma quelli che hanno giocato hanno fatto bene. Ogni volta che Garcia chiama qualcuno si fa trovare pronto. Siamo una squadra forte e l’abbiamo dimostrato. Ora mettiamo un po’ di pressione alla Juve, ma noi dobbiamo fare il nostro lavoro e vincere ogni partita. Se faremo come nel girone di andata, alla fine saremo vicini ».

 

Botta e risposta Con queste premesse, se davvero non andrà più in Nazionale, per il Marocco sarà una gran perdita. Dice il c.t. Hassan Benabicha, che non lo avrà nell’amichevole col Gabon: «Se Benatia vuole giocare per il Marocco, è il benvenuto. Se non lo farà, è un suo problema». Replica il difensore: «Non lo conosco come allenatore e non ho intenzione di conoscerlo. Non ci sono le condizioni perché il Marocco possa fare bene alla prossima Coppa d’Africa, che si giocherà proprio in casa. Partecipare per uscire subito è una cosa assurda e sto valutando seriamente se prendervi parte o meno».

 

Carica De Rossi De Rossi questi problemi non li ha e pensa alla Juve. «Non so se perderanno punti o se sarà un finale di campionato pirotecnico, noi dobbiamo solo vincere, sperando che loro o il Napoli perdano punti. Abbiamo avuto diverse occasioni anche quando bastava un ultimo passaggio migliore e potevamo chiudere. Comunque che questa sia una stagione speciale si capisce ogni giorno dalla piccole cose: gli acquisti, il derby alla quarta, la vittoria fondamentale di Udine, le vittorie dopo la sconfitta di Torino, è importante essere così vicini a una squadra costruita per ammazzare il campionato. È inutile parlare di scudetto a 6 o 9. Un complimento per Garcia? È una persona normale, senza idee strane e voglia di fare il fenomeno». Voglia di fare il fenomeno l’avrebbe Ljajic, ma la mette da parte. «Volevo esserci dall’inizio, ma è più importante aver vinto. Andiamo avanti sulla nostra strada. Non abbiamo giocato bene per tutti e 90 i minuti, ma è importante la vittoria. Potevo fare meglio, specie per i gol. Spero che arriveranno». Anche Romagnoli ha la faccia della felicità. «Abbiamo messo pressione alla Juve e io sono felice. Come carattere sono un freddo, e poi i miei compagni mi hanno detto di stare tranquillo e giocare semplice». Titoli di coda per Sabatini. «Il destino di Destro è nella Roma e lo sarà a lungo. Non c’è un dualismo, Totti è il più grande della storia dela Roma. Potranno giocare anche insieme, come potranno alternarsi. I giocatori non hanno paura di nulla». Una sentenza da condividere.

Fonte: Gasport

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