Rassegna Stampa

Diritti tv e bilanci dei club Pm in pressing su Infront

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-10-2015 - Ore 08:44

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Diritti tv e bilanci dei club Pm in pressing su Infront

GAZZETTA DELLO SPORT - CENITI - Solo il tempo potrà dare una risposta alla domanda più in voga nei vari bar sport: l’arresto del fiscalista Andrea Baroni con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio può portare a un effetto domino devastante sul calcio come era accaduto per le manette a Mario Chiesa all’alba di Tangentopoli? Al momento accostare il Pio Albergo Trivulzio alla società di Lugano Tax & Finance di Lugano (Baroni è un senior partner) sta come il cavolo a merenda. Tutto è da dimostrare. Quelle dei magistrati della Procura di Milano che si occupano del caso (i pm Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi su disposizione del procuratore aggiunto Giulia Perrotti) sono delle ipotesi. Però... Ci sono diversi però: l’attacco ai poteri forti che ruotano intorno al pallone, potrebbe avere basi concrete. Giusto per chiarire le idee al tifoso, seguiamo anche noi le strade imboccate dagli inquirenti. Si parte dalla Svizzera per arrivare a Milano, negli uffici della Lega Serie A, dove venerdì la Finanza ha effettuato una perquisizione. La stessa cosa è accaduta nelle sedi di Genoa e Bari, in quelle di Mediaset e Infront Italy (advisor della Lega Serie A) e a casa di alcuni indagati. Tra loro i dirigenti di Mediaset Giorgio Giovetti e Marco Giordani; Marco Bogarelli, Andrea Locatelli e Giuseppe Ciocchetti (presidente e consiglieri di amministrazione di Infront Italy), Riccardo Silva (presidente di MP&Silva, che commercializza i diritti tv esteri della A). 
L’ASTA TURBATA Il primo filone d’inchiesta va al cuore della A: perché i reati di turbativa d’asta e turbata libertà degli incanti riferita ai diritti tv assegnati nel giugno 2014 per il triennio 2015-18 permette letteralmente alla maggioranza dei club di restare in vita. I soldi avuti (943 milioni di euro a stagione) sono la benzina che consente di pagare gli stipendi, acquistare giocatori e così via. Proprio per avere il portafogli sempre più pieno, le società si sono rivolte alla Infront di Bogarelli che da anni spopola sul mercato dei diritti sportivi. In che modo? Illegale secondo la Procura di Milano, almeno per la parte che riguarda l’asta degli ultimi diritti tv. Per i magistrati, Infront avrebbe pilotato il bando in favore di Mediaset, condizionando modalità e tempistiche. Una questione che s’incastra con un’altra iniziativa, l’istruttoria aperta lo scorso maggio dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato per verificare «la sussistenza di condotte potenzialmente restrittive della concorrenza poste in essere dagli operatori Sky, Rti (Mediaset, ndr) e Lega Calcio, nonché dell’advisor Infront Italy che cura gli aspetti relativi all’assegnazione dei diritti audiovisivi». In pratica il sospetto è un accordo sotto banco tra i due colossi concorrenti per spartirsi gare e fette di mercato. L’istruttoria è ancora in corso: dovrà arrivare a una conclusione entro il 30 aprile 2016. 
FINANZIAMENTI CLANDESTINI La Procura indaga pure su un altro possibile reato: ostacolo all’attività degli organi di vigilanza. In particolare nei confronti della Covisoc che ha il compito per la Figc di dare l’ok (dopo aver visionato i bilanci) all’iscrizione dei club ai campionati. Al momento al vaglio degli inquirenti sono finiti presunti ritocchi ai bilanci di alcune società proprio per evitare il no della Covisoc. Nel mirino Genoa e Bari per possibili finanziamenti occulti. Fatti da parte di Infront? E’ il sospetto dei pm. Anche per questo sempre venerdì la Finanza si è presentata nelle sedi di Genoa e Bari richiedendo l’esibizione dei documenti relativi ai soldi avuti da queste operazioni. Nel primo caso si tratta di circa 15 milioni di euro versati in tre anni da Enrico Preziosi, come azionista di maggioranza del club. Da dove arriva il denaro? Preziosi si è dichiarato «tranquillissimo» e ha fatto sapere che si tratta di un prestito personale avuto su un conto svizzero alla luce del sole. Insomma, nulla di illegale. E se per caso la società elvetica che gli ha prestato i soldi avesse come soci Bogarelli e Silva? Sarebbe una coincidenza? Lo verificheranno i magistrati. Quanto al Bari la questione è ancora più «semplice»: Infront ha dato 460 mila euro per la sponsorizzazione della seconda maglia. Si può fare? È eticamente accettabile che l’advisor della Lega di A faccia una simile operazione con un club di B? C’è conflitto d’interessi? 
L’ARRESTATO E torniamo ad Andrea Baroni. Ieri il fiscalista, rinchiuso a San Vittore e difeso dall’avvocato Roberta Guaineri, non ha risposto alle domande del Gip Giuseppe Gennari. L’accusa di riciclaggio di denaro frutto di evasione fiscale da parte dei clienti italiani (c’è anche Ugo Colombini, che però non è indagato, uno dei manager del tennista Andy Murray) attraverso la T&F (società con uffici in tutto il mondo) a prima vista non c’azzecca nulla con il calcio. A prima vista... Perché per la Procura di Milano tra i clienti di Baroni ci sarebbero anche Bogarelli e Silva (e pure mr Bee che sta trattando l’acquisto del 48% del Milan...). Semplice coincidenza? Forse, certo è almeno singolare che il giorno dell’arresto di Baroni sia coinciso con le perquisizioni della Finanza a casa del duo Infront e MP più quelle effettuate nelle abitazioni dei dirigenti Mediaset e nella sede di Rti. Sequestrati documenti, ma anche tutte le conversazioni effettuate su smartphone e tablet attraverso whatsapp e skype. Baroni resta in carcere, mentre continua l’assedio dei magistrati ai poteri forti del calcio italiano. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CENITI

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