Rassegna Stampa

Diritti tv, Preziosi offrì a lnfront il 3% dei giocattoli: "Ne ricavate 15 milioni"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-01-2016 - Ore 12:45

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Diritti tv, Preziosi offrì a lnfront il 3% dei giocattoli:

LA REPUBBLICA - MENSURATI/RANDACIO - Un cadeaux da 15 milioni di euro. Il presidente delGenoa Enrico Preziosi, ormai un habitué delle cronache calcistico-giudiziarie, se l'era vista davvero brutta. Per questo aveva intenzione di ringraziare in questo modo i suoi salvatori, gli uomini diInfront e della Mp & Silva, che con la loro generosità l'avevano tirato fuori dal mare di guai in cui era finito. A raccontare questa storia sono le intercettazioni telefoniche, conversazioni imbarazzanti ascoltate e appuntate dai militari della Guardia di Finanza che, per conto della procura di Milano, stanno indagando per la turbativa dell'asta dei diritti della Serie A (triennio 2015-2018) e ostacolo alla vigilanza della Covisoc. Secondo la tesi dell'accusa, Infront — la società diMarco Bogarelli, uomo vicino alla galassia Fininvest — e il suo socio occulto Riccardo Silva della Mp & Silva tenevano in pugno l'intero sistema calcistico italiano. I ruoli erano chiari: Bogarelli e Infront siglavano munifici contratti per la gestione dei diritti commerciali dei club in crisi, garantendo la sopravvivenza calcistica ai loro presidenti, in cambio della loro fedeltà politica nelle sedi decisive (Lega calcio e Federcalcio); Riccardo Silva e la sua agenzia si occupavano dei finanziamenti straordinarie, insomma, mettevano a disposizione .le provviste finanziarie», che poi venivano veicolate attraverso canali creati ad hoc dalla socie-tà di Lugano Tax e Finance, quella da cui é partita tutta l'inchiesta.

L'OFFERTA DI PREZIOSI Quella che riguarda il cadeaux da 15 milioni é dunque la storia — istruttiva sulle dinamiche e sui rapporti del mondo del calcio — di uno di questi «finanziamenti straordinari». Lo scorso anno Enrico Preziosi e il suo Genoa viaggiavano da tempo in cattive acque dal punto di vista economico. II presidente non era più in grado di pagare gli stipendi ai calciatori e, insomma, se non avesse sanato immediatamente la situazione, la scure della giustizia spartiva si sarebbe abbattuta sulla sua squadra. E cosi che Riccardo Silva accorre in suo aiuto, garantendogli unfinanziamento da 15 milioni proprio alla vigilia dei controlli Covisoc. L'11 maggio 2015, a operazione riuscita, il direttore generale di Infront, Giuseppe Ciocchetti, telefona a Riccardo Silva e gli racconta di una conversazione appena avuta con Enrico Preziosi: «Ci ha proposto questa operazione che per noi è soltanto un upside ( "vantaggio", traduce il finanziere, ndr). Non so se lo sai comunque lui ha già venduto parte della Giochi Preziosi a uno di Taiwan che in realtà è già un suo fornitore, che è l'operazione con cui ha messo a posto tutto, e tenderà ad andare in Borsa nei prossimi giorni».Silva: «Hong Kong?». Ciocchetti: «E diceva: siccome voi mi siete stati vicini, voglio ricompensarvi di questo vostro sacrificio. Adesso la società vale 300 milioni. In quotazione varrà almeno il doppio. Quindi sono disposto a darvi il 3 per cento della Giochi Preziosi. Facciamo un contratto d'opzione che voi potete esercitare a 10 mila euro, una cagata ( ...). Voi lo esercitate, acquistate 10 milioni (...), fate fino a 25 milioni di guadagno. Fino a 25 milioni di guadagno di valore ve li tenete tutti voi, quindi più 15, poi dopodiché dividiamo fifty-fifty». Silva: «Va bene dai... però non è male».

LA TRATTATIVA CON MEDIASET Altrettanto istruttivo per capire le dinamiche dei rapporti traLega, Infront e Mediaset è la lettura della conversazione tra Ciocchetti e l'avvocato della Lega, Bruno Ghirardi. In ballo c'è l'assegnazione del pacchetto C dei diritti tv, quello delleinterviste del dopo gara. Mediaset ha presentato un'offerta nulla, perché condizionata a una sublicenza. II pacchetto dovrebbe essere assegnato a Sky, ma da giorni Mediaset, tramite Infront, sta esercitando pressione per averla vinta. Ghirardi è esausto: «Siamo arrivati al paradosso, perché questa soluzione è nata nell'ufficio legale di Rti. Dovrei dire a Mediaset: "Va bene la tua offerta a condizione che cambi la tua offerta"; allora è come se dicessi a Sky: "Guarda, io l'accetto, a condizione che non mi offra due milioni ma tre". Se dico una cosa del genere delle due l'una: o mi buttano giù dalla finestra perché mi sono bevuto il cervello; o mi butano giù dalla finestra perché mi sono venduto, perché é una roba che non sta in piedi». Ciocchetti: «Ci mettono tutti in galera (...)». . Ghirardi: «Facciamo così, andiamo a trattativa privata. Cosi rimuoviamo tutti gli ostacoli». Il 22 maggio, a ostacoli rimossi, il pacchetto C é andato a Mediaset.

Fonte: LA REPUBBLICA - MENSURATI/RANDACIO

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