Rassegna Stampa

Douglas Costa il piccolo brasileiro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-06-2014 - Ore 09:17

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 Douglas Costa il piccolo brasileiro

Tra i nomi avvicinati alla Roma in queste prime settimane di mercato c’è quello di Douglas Costa, ala brasiliana che dal 2010 veste la maglia dello Shakhtar Donetsk. Un giocatore che la squadra giallorossa e i suoi tifosi hanno già avuto modo di conoscere. Nella stagione 2010-2011 il brasiliano giocò due partite contro la Roma e segnò un gol. Erano gli ottavi di Champions League persi dalla squadra di Ranieri 3-2 all’andata e 3-0 al ritorno. Da quella partita il brasiliano e la Roma non si sono più incontrati, data l’assenza in Europa di Totti e compagni. Douglas Costa de Souza nasce a Sapucaia do Sul il 14 settembre del 1990. Classico trequartista esterno brasiliano, mancino naturale, muove i primi passi nella sezione giovanile del Novo Hamburgo, prima di passare al Gremio nel 2002 con cui esordisce in prima squadra il 4 ottobre 2008 nella gara contro il Botafogo, andando subito in gol. Dopo 28 presenze e 2 reti, il 7 gennaio del 2010 arriva lo Shakhtar Donetsk che paga circa 8 milioni di euro per portarselo in Ucraina, bruciando sul tempo alcuni grandi club europei come Real Madrid, Barcellona e Manchester United di Sir Alex Ferguson che anni fa lo nominò il miglior talento sudamericano in circolazione. Con lo Shakhtar vince subito il campionato giocando 13 partite e mettendo a segno 5 gol. Nella stagione successiva debutta anche in Champions League nell’1-0 casalingo contro l’FK Partizan. Segna il suo primo gol nella massima competizione europea il 28 settembre del 2010, nella vittoria esterna contro lo Sporting Braga su calcio di rigore, siglando il definitivo 3-0. Sempre nel 2010 viene inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989, stilata da Don Balon. Attualmente milita ancora nel club ucraino con cui ha il contratto in scadenza nel 2018. La sua valutazione si aggira intorno ai 15 milioni di euro. Cifra che più di qualche club sarebbe pronto a pagare anche perché, a differenza del passato, il ragazzo sarebbe propenso a lasciare l’Ucraina per le note vicende di questi ultimi mesi. A livello di nazionale ha giocato con la selezione Under-20 del Brasile il campionato di calcio sudamericano Under- 20 del 2009, disputatosi in Venezuela e vinto dai verdeoro, realizzando tre gol in otto presenze. Nello stesso anno arriva secondo al mondiale under 20 in Egitto.

Mancino, 172 cm di altezza, può giocare in tutti i ruoli dietro la punta o sugli esterni in un 4-3-3 come quello di Garcia. Al Gremio veniva spesso paragonato a Ronaldinho, ma il suo stile e il suo fisico, ricordano più Robinho. Rapido, propositivo, grande tecnica e dinamicità. Caratterialmente è un brasiliano atipico, molto calmo. Darijo Srna, capitano dello Shakhtar, ha detto di lui: «Non ho mai visto un talento del genere, è alla pari di Messi». Sicuramente un paragone molto azzardato ma che fa capire quanto venga considerato. Tra i suoi estimatori anche Lucescu, suo allenatore, che lo ha definito così: «È un grande talento, ma nel calcio spesso il talento non basta. Bisogna impegnarsi in allenamento, essere disciplinati, organizzati e concentrati. Douglas è l’esempio perfetto di un giocatore con queste caratteristiche».

Fonte: il romanista (A. F. Ferrari)

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