Rassegna Stampa

Dove è finito Gervinho? La Roma lo cerca a Genova

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-09-2015 - Ore 07:42

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Dove è finito Gervinho? La Roma lo cerca a Genova

GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Magari a strappargli un sorriso ci avranno pensato quei suoi amici musicisti che hanno dedicato a lui, a Yaya Touré e agli altri vincitori della coppa d’Africa, una canzone celebrativa. O magari ci penserà stasera Rudi Garcia schierandolo titolare a Marassi contro la Sampdoria, quasi due anni dopo (era il 25 settembre 2013) la prima volta. Sembra passata una vita da quando i tifosi della Roma facevano i fotomontaggi sulla storia d’amore tra il tecnico e Gervinho, immortalandoli innamorati al Colosseo oppure davanti all’altare come William e Kate d’Inghilterra: oggi l’ivoriano non solo è uno dei tanti, in attacco, ma è anche uno che all’Olimpico non gioca dal 3 maggio, giorno della vittoria contro il Genoa. 


ADDIO OLIMPICO Ha saltato gli ultimi 3 big match che si sono disputati a Roma: il derby contro la Lazio di 4 mesi fa e le due partite contro Juventus e Barcellona. Domenica contro il Sassuolo ennesima panchina casalinga e fischi piovuti alla lettura delle formazioni, tanto per far capire l’aria che tira: doveva essere la prima cessione (la sua foto con 20 valigie a Fiumicino ha fatto il giro del web), saltato il trasferimento ad Abi Dhabi è rimasto con gioia di Garcia, forse unico a Trigoria. È stato schierato titolare nella prima dell’anno a Verona e non ha brillato, idem a Frosinone e le giocate che fino a un anno fa facevano impazzire le difese avversarie non si sono mai viste. 


ASTINENZA Così come non si sono più visti, e sono diventati un miraggio, i gol: Gervinho non segna in campionato dal 30 novembre scorso, gol all’Inter all’Olimpico, mentre per trovare una sua rete lontano da casa in Serie A bisogna tornare addirittura al 22 marzo 2014, Chievo-Roma 0-2. Una vita fa, per lui e per il tecnico che lo ha difeso con le unghie e con i denti, sia dentro che fuori Trigoria, arrivando anche a incrinare il rapporto con il resto del gruppo per tutelarlo. Stasera potrebbe di nuovo giocare, se dall’inizio o a partita in corso è da vedere, ma certo scendere in campo in un ambiente meno ostile dell’Olimpico potrebbe aiutarlo. Gervinho è un emotivo, ha bisogno di sentirsi amato, come ha sottolineato più volte lo stesso Garcia (e anche Wenger ai tempi poco felici dell’Arsenal), e in cuor suo crede di poter dare ancora tanto. I fatti però, finora, gli danno torto anche perché il rendimento di Salah e Iago Falque fin qui è stato ottimo, soprattutto in fase di copertura: dall’alto dei suoi quasi 3 milioni più bonus di motivi per sorridere l’attaccante ne ha, ma le poche presenze cominciano a farsi sentire. 
RICORDI Si fa sentire anche quello che è stato e che non è più: 10 anni fa a Genova contro la Samp Spalletti si inventò Totti punta centrale del 4-2-3-1, 2 anni fa fu il capitano a servire il pallone a Gervinho per quella che è stata la prima delle sue 18 reti in giallorosso, mentre Strootman servì Benatia in occasione della rete del vantaggio. Tre punti fermi della prima Roma di Garcia che stasera, chi per un motivo chi per l’altro, non ci saranno, mentre Gervinho proverà a riprendersi spazio e gloria. E magari, in vista di sabato, anche qualche applauso dell’Olimpico, pronto in fondo a perdonare un anno di amarezze se dimostrerà di essere tornato quello di una volta. 

Fonte: Gazzetta dello Sport - C.Zucchelli

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