Rassegna Stampa

Due gol e la festa strozzata È un capitano coraggioso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-10-2015 - Ore 07:34

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Due gol e la festa strozzata È un capitano coraggioso

GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Stavolta non c’era proprio niente da festeggiare, nessuna cifra tonda o ri­ correnza. Anche perché la fe­ sta di sabato all’Olimpico con­ tro l’Empoli per le 500 gare in giallorosso evidentemente è stata così bella che Daniele De Rossi si è preso il lusso di allun­ garla di tre giorni. E che lusso, con una doppietta che ha ri­ messo in piedi la Roma in Champions League e aveva aperto le porte ad un’eventua­ le qualificazione agli ottavi di finale. Fino a quel finale assur­ do, che lo ha visto sbuffare e scuotere la testa più di una vol­ ta, quasi incredulo di quella contro rimonta più figlia degli errori giallorossi che delle vir­ tù tedesche.
FESTA A METÀ De Rossi però ha poco di cui rammaricarsi.
Almeno lui che proprio mentre tutto sembrava già archiviato, quando la Roma ancora una volta aveva sbagliato approc­ cio e stava andando a fondo, è riuscito a rimettere le cose sui binari giusti. «È stato eroico, ha pure giocato con un proble­ ma all’adduttore», ha detto di lui Rudi Garcia. Il capitano ha preso per mano la squadra, fa­ cendola uscire dalle sabbie mobili e ridandole respiro. E ora De Rossi un motivo in più per festeggiare ce l’avrà anche, visto che quella di ieri è la sua prima doppietta in 44 gare di Champions (una era già arri­ vata in Europa League, nel 7­1 rifilato in trasferta al Gent nel 2009). Certo, fosse arrivata anche la vittoria sarebbe stato tutto davvero perfetto.
OCCASIONE PERSA E allora magari ora un motivo in più per farne davvero in futuro un personaggio di un suo film ce l’avrà anche Carlo Verdone, con cui De Rossi sabato sera aveva festeggiato il traguardo delle 500 gare a casa di ami­ ci.Con tanto di selfie, tanto oramai va di moda quasi come i suoi urli di gioia. E ieri di ur­ lacci ne ha fatti eccome, respon­ sabilizzato da quella fascia da capitano che lo ha portato in più di un’occasione a discutere con l’arbitro (soprat­ tutto in occasio­ ne della simula­ zione di Radja Nainggolan), a dispensare con­ sigli alla coppia di difesa (spesso di difesa (spesso a Rudiger, a volte anche a Manolas) a ri­ chiamare Pjanic e Nainggolan nel tenere posizioni e distanze.
Urlacci e richiami che stavano per riportare la Roma alla vit­ toria in Germania a oltre 15 anni dall’ultima volta, Ambur­ go­Roma 0­3 dell’8 dicembre 2000. De Rossi esordì in Champions la stagione succes­ siva ad appena 18 anni, quella di ieri sembrava, finalmente, davvero la sera­ davvero la sera­ t a g i u s t a p e r chiudere anche questo di cer­ chio.
VERSO FIRENZE Adesso pure per Daniele si tratta di dimenticare il prima possibile e r ipar tire, but­ tandosi anima e corpo nella sfida ad alta quota di prossima a Firenze domenica prossima a Firenze contro la capolista guidata da Paulo Sousa. Lì servirà il De Rossi di questi giorni, quello che cuce e tampona, intercetta e rilancia. E quando può se­ gna, come questi tre gol in quattro giorni. Chi l’avrebbe mai detto, chi l’avrebbe mai pensato per uno che gioca a 70 metri dalla porta. Finora in Champions aveva segnato a Real Madrid, Shakthar Do­ netsk, Manchester United e Bayern Monaco, ma pesanti come potevano essere quelli di ieri non era stato nessuno di questi gol.
ANCORA CAPITANO Adesso Daniele deve andare oltre e ri­ prendere per mano la Roma e portarla fuori da altre sabbie mobili, quelle psicologiche.
Subire una rimonta così non è facile da mandare giù. Magari voleva anche spiegare come è possibile, se non fosse stato per i tempi lunghi dell’antidoping.
De Rossi anche a Firenze sarà capitano, la Roma si affida alla sua personalità per dimentica­ re il finale di Leverkusen e gio­ carsi la vetta della serie A.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE

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