Rassegna Stampa

Due squadre super, sarà una sfida di grande fascino

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-11-2016 - Ore 08:12

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Due squadre super, sarà una sfida di grande fascino

CORRIERE DELLA SERA - TUCCI - Sarà un derby da Champions quello di domenica all’Olimpico? Sicuramente sì. Domanda: chi lo avrebbe scommesso all’inizio del campionato? Pochi, anzi nessuno. Soprattutto, diciamolo francamente, per l’exploit della Lazio. La squadra di Inzaghi ora è una realtà, per i successi ottenuti e per la bellezza del suo calcio, semplice eppure efficace al massimo. Una squadra aggressiva e cinica che non ti perdona mai. È accaduto anche a Palermo, dove, siamo sinceri, i biancazzurri non hanno giocato una gran partita. Però, alla fine, chi ha messo in classifica i tre punti con il minimo sforzo? È questo uno dei tanti pregi del mister: ha dato al gruppo quella solidità che in passato non era riuscito a nessuno, se non a Pioli nel primo anno. Così, oggi la Lazio è ben chiusa in difesa, ha un valido centrocampo ed un attacco che fa tremare i polsi a qualsiasi difesa avversaria.

Dato il preambolo, si è già ipotizzato chi vincerà il derby? Assolutamente no. In primis, perché le stracittadine sono partite difficili e particolari. Basta un nonnulla per far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. E poi anche perché (non lo dimentichiamo) di fronte avrà una Roma che è una signora squadra. Potrebbe essere pure «super» se non avesse il vizio della discontinuità e se non mancasse di quella personalità che è propria di coloro che navigano sempre in vetta alla classifica o, comunque, nelle vicinanze della stessa. (Un ultimo esempio lampante il match con il Pescara, vinto per il rotto della cuffia). Allora, per tutte queste ragioni, dovrebbe essere un derby affascinante ed altamente spettacolare. Con «duelli» che vedranno fronteggiarsi Dzeko e Immobile, Salah e Keita, Perotti e Anderson. Insomma, gli ingredienti per assistere ad una gara di forti emozioni ci sono tutti. Speriamo solo che non lo rovinino quei quattro mascalzoni che non si possono definire in alcun modo tifosi.

Fonte: Corriere della Sera - Tucci

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